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Tribunale - Violenza su minori - Si aggrava la posizione del quarantenne, i cui abusi sono stati scoperti dalla babysitter della piccola

Zio accusato di pedofilia, spunta un’altra vittima oltre alla nipote di dieci anni

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Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Viterbo – (sil.co.) – Presunto zio pedofilo, spunta un’altra vittima. 

Si aggrava la posizione del quarantenne residente in un centro dei Cimini accusato di violenza sessuale aggravati sulla nipotina di dieci anni, che avrebbe confidato gli abusi prima alla babysitter e poi alla mamma, entrambe sentite come testimoni alla prima udienza del processo.

La posizione dell’imputato si è aggravata ulteriormente all’ultima udienza, nel corso della quale è stata sentita un’altra minorenne presunta vittima delle attenzioni morbose del quarantenne, che oltre alla nipote avrebbe quindi preso di mira almeno un’altra bambina. 

“Lo zio mi ha toccato, promettendomi soldi e giocattoli”, avrebbe detto la nipotina alla babysitter, che si era insospettita un giorno che li ha trovati sotto una pesante coperta, il 5 luglio 2021, in piena estate, nel letto dove fino a poco prima stavano vedendo i cartoni animati. 

“Poco prima davanti a me giocavano e ridevano – ha riferito la donna davanti al collegio – poi, quando sono andata in cucina a preparare il pranzo, è calato il silenzio. Allora ho chiamato la bambina, che però non mi ha risposto, per cui sono andata in camera e li ho trovati sotto la coperta. Così dopo pranzo ho interrogato la piccola, durante la passeggiata al parco. Lei è scoppiata a piangere e mi ha detto tutto. Allora ho telefonato alla madre, che era al lavoro, e le ho detto di correre a casa per un’emergenza”.

La bambina, scoppiando in un pianto dirotto, le avrebbe raccontato dei palpeggiamenti proibiti subito dallo zio, che le avrebbe intimato di stare zitta, con la promessa in cambio di soldi e giocattoli. 

I genitori, che da pochi giorni erano andati a vivere momentaneamente a casa del congiunto, lo avrebbero affrontato e messo alle strette fino a quando, dopo essere stato preso a schiaffi, non ha ammesso “è vero, chiedo scusa”, picchiato dal fratello, padre della vittima e da uno zio da parte materna.

La famiglia si è costituita parte civile anche per la minore con gli avvocati Giovanni Bartoletti e Giovanni Ranucci, mentre l’imputato è difeso dall’avvocato Emanuele Fierimonte del foro di Roma. 


– Bimba di 10 anni confida alla babysitter: “Lo zio mi ha toccato, promettendomi soldi e giocattoli”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 marzo, 2024

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