Civita Castellana – Ubriaco accarezza sui capelli e bacia in bocca una bambina di meno di dieci anni, per questo un 43enne di Civita Castellana è finito a processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo con la pesantissima accusa di violenza sessuale aggravata su minore. È il primo caso di un processo per violenza sessuale su minori di anni dieci celebrato davanti alla corte d’assise in provincia di Viterbo.
Violenza sessuale su minori – Foto di repertorio
Succede in seguito al giro di vite del codice penale che ha inasprito, raddoppiandole, le pene che vanno da un minimo di sei a un massimo di dodici anni di reclusione, per chi compie atti sessuali a danno dei più piccoli.
Gli imputati di pedofilia vengono quindi giudicati davanti alla corte composta da sei giurati popolari e due giudici togati per la pesantezza della condanna che rischiano, come succede ad esempio agli imputati di omicidio o riduzione in schiavitù. Una garanzia per chi deve difendersi ma anche per le vittime.
I fatti al centro del processo, avvenuti a Civita Castellana, risalgono al 22 ottobre 2019. L’imputato, difeso d’ufficio dall’avvocato Silvia Grassi, è stato rinviato a giudizio su richiesta del pubblico ministero Paola Conti. La mamma della piccola, una 36enne, si è costituita parte civile, anche per la figlia minorenne, con l’avvocato Walter Pella.
I fatti risalgono dunque a ben quattro anni e mezzo fa mentre ieri è stato il giorno dell’ammissione delle prove, richieste dalle parti.
Il presidente della corte d’assise e del tribunale Francesco Oddi ha disposto una perizia psicologica sulla parte offesa, prima che il processo entri nel vivo, per stabilire se la piccola sia attendibile e idonea a testimoniare, non essendo stata cristallizzata la sua versione nell’incidente probatorio, cui di solito vengono sottoposti i minori per evitare loro di testimoniare in aula.
Il prossimo 22 aprile sarà conferito l’incarico alla perita Marilena Mazzolini, psicologa forense e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Dopo di che il processo, secondo le previsioni, dovrebbe risolversi nel giro di poche udienze.
Silvana Cortignani
La pm Paola Conti, titolare del fascicolo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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