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Tribunale - Imputati di furto tre viterbesi in azione in viale Fiume - Catturati dai carabinieri grazie a una testimone oculare che ha dato l'allarme - Bottino di una trentina di euro in contanti

Vittima di ladri all’autolavaggio: “Uno mi ha fatta chinare col trucco degli spicci, l’altro ha rubato la borsa”

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I carabinieri cinofili

I carabinieri cinofili

Viterbo – (sil.co.) – “Le sono caduti gli spicci” e le scippano la borsa.

È la “truffa delle monetine” messa a segno presso un autolavaggio di Viterbo ai danni di una 66enne di Vitorchiano che ieri ha testimoniato in aula soltanto come parte offesa non essendosi costituita parte civile contro i tre imputati, ma confermando al giudice Ilaria Inghilleri di volere andare avanti con la querela perché i ladri siano puniti. Se avesse ritirato la denuncia, infatti, per loro, il processo si sarebbe chiuso con un non luogo a procedere.

Imputati di furto con destrezza tre viterbesi che la mattina dell’11 giugno 2021, presso un autolavaggio egiziano di viale Fiume, sarebbero riusciti riusciti a scippare la borsa a una donna di Vitorchiano, facendole credere che le erano caduti per terra degli spicci, mentre stava risalendo in auto per andare via dopo avere pagato il servizio.

I componenti della banda della Ypsilon blu – dalla macchina utilizzata per scappare dopo il colpo – sono stati identificati dai carabinieri di Bagnaia che li hanno sorpresi cinque giorni dopo mentre si aggiravano con fare sospetto tra le ville di strada Pian della Quercia. Catturati grazie alla prontezza di tre operai e della titolare di una lavanderia, due sono difesi dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta e uno dall’avvocato Luigi Mancini.

“Ero appena salita in auto quando un ragazzo mi ha dato un colpetto sulla spalla dal finestrino aperto per dirmi che mi erano caduti i soldi. Sono scesa per raccoglierli e mentre ero china ho sentito urlare sul lato destro della macchina. Mi sono alzata e ho visto uno con la mia borsa in mano, per cui ho gridato al ladro”. ha esordito.

“Invece era uno dei ragazzi dell’autolavaggio, che aveva appena strappato la mia borsa dalle mani del vero ladro, un complice di quello delle monetine, che l’aveva rubata dal sedile passeggeri dove l’avevo appoggiata, col finestrino aperto”, ha proseguito, spiegando al giudice che il merito della cattura va alla titolare della vicina lavanderia, testimone oculare dell’accaduto, che ha immediatamente chiamato i carabinieri e fornito loro i dati della vettura con cui si erano dati alla fuga i ladri e il loro identikit.

Parole di elogio per i carabinieri della stazione di Bagnaia: “La prima cosa che hanno fatto al loro arrivo è stato chiedermi come stavo e se avessi bisogno di qualcosa. Io ero parecchio spaventata, ma per fortuna niente di più”, ha detto.

L’autore materiale del furto della borsa, sorpreso dal giovane dell’autolavaggio, è riuscito ad appropriarsi comunque del borsello della vittima, all’interno del quale ci sarebbero stati solo una trentina di euro in contanti. Un magro bottino. Si torna in aula in autunno.


Articoli: “Le sono caduti gli spicci” e le scippano la borsa, a giudizio banda della Ypislon blu – Scippano cliente di autolavaggio col trucco delle monetine, alla sbarra banda della Ypsilon blu


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 marzo, 2024

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