Viterbo – (sil.co.) – Condannato a 10 mesi di reclusione e 2267 euro di multa un militare arrestato nel 2019 per spaccio. È stato invece condannato a 6 mesi e 20 giorni di reclusione e a una multa di 1500 il presunto complice. Entrambi hanno usufruito dello sconto di un terzo della pena dell’abbreviato.
La coppia fu fermata dai carabinieri sulla Teverina mentre viaggiava a bordo di una vettura intestata a una terza persona, a bordo della quale c’era una cassetta degli attrezzi contenente circa 20 grammi di cocaina, per cui entrambi sono finiti nei guai per detenzione ai fino di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Il fermo fu convalidato dal giudice, ma poi i tempi del processo per direttissima si sono dilatati per dare tempo alle difese degli imputati di valutare riti alternativi e quindi per il cambio di uno dei difensori, che non si è però presentato a ben tre udienze consecutive.
Il processo si è così concluso solo ieri, davanti al giudice Giovanna Camillo, che ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato dei difensori Gino Salvatori e Luigi Mancini.
L’accusa ha chiesto una condanna a otto mesi ciascuno, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito. Per le difese non c’erano prove sufficienti a inchiodare gli imputati, visto che l’auto con la cassetta degli attrezzi “stupefacente” non era la loro. La droga sarebbe stata sufficiente per 46 dosi.
Il giudice ha concluso condannando in primo grado a dieci mesi e 2267 euro di multa il militare e a sei mesi e venti giorni e 1500 euro di multa il coimputato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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