Orte – “Tecnici radiologi al lavoro 5 giorni alla settimana, ma col divieto di lavorare due”. Sfilata di testi della difesa dei due tecnici radiologi all’udienza di ieri del processo ai cinque dipendenti della Asl, tra cui tre medici, impiegati presso gli ambulatori della Casa della salute di Orte, imputati di truffa aggravata alla stato, contro i quali si è costituita parte civile la Asl di Viterbo.
Dopo avere regolarmente timbrato il cartellino, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per andare al bar o a fare la spesa. Le indagini, per fatti risalenti al 2016, sono state condotte da carabinieri e guardia di finanza tra il 2017 e il 2018. Gli episodi contestati sarebbero circoscritti a caffè consumati al bar in orario di lavoro e allontanamenti di altrettanto breve durata dagli ambulatori per motivi personali.
Al centro delle domande del difensore Giuseppe Picchiralli il provvedimento con cui la Asl, a partire dal primo marzo 2014, ha disposto che l’ambulatorio di radiologia, a causa della carenza di dottori, sarebbe stato ridimensionato, rimanendo aperto all’utenza dalle ore alle 14 solo tre giorni alla settimana, il lunedì, mercoledì e venerdì.
In questo contesto, i due tecnici radiologi sarebbero stati pagati per lavorare sempre cinque giorni, ma col divieto di fare lastre il martedì e il giovedì, non essendoci il medico radiologo. Cosa avrebbero dovuto fare in alternativa? Non ha saputo dirlo con precisione nessuno dei testimoni, tra cui l’allora direttore dell’Unità operativa complessa di Viterbo Enrico Pofi e lo storico direttore sanitario di Belcolle Giuseppe Cimarello.
In base a quanto emerso avrebbero potuto consegnare i referti oppure occuparsi della manutenzione delle apparecchiature, purché non demansionati rispetto a quanto previsto dal contratto. Avrebbero anche potuto essere utilizzati presso altri presidi oppure in attività di tipo amministrativo. Scava, scava, è venuto fuori che la gestione dei due tecnici radiologi sarebbe spettata al coordinamento dei tecnici. Ma il condizionale è d’obbligo.Di sicuro non potevano fare lastre: “Il tecnico – hanno concordato tutti – lavora solo col medico in presenza”.
Il processo, che sembrava destinato a non decollare a causa di una serie di rinvii, è entrato nel vivo davanti al giudice Ilaria Inghilleri, l’ultimo magistrato che lo ha ereditato, la quale a ottobre, escludendo una prossima prescrizione, non prima del 5 maggio 2025, ha fissato sei udienze a ritmo serrato, con sentenza di primo grado prevista entro l’estate.
Nel frattempo tutti gli imputati, tre dei quali difesi dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, hanno raggiunto l’età della pensione. Uno di loro rivestiva anche una carica nella pubblica amministrazione di un centro della provincia.
Silvana Cortignani
Articoli: Furbetti del cartellino alla casa della salute, raffica di udienze per cinque presunti assenteisti – Assenteismo alla casa della salute, ennesimo rinvio – Furbetti del cartellino, 16 testi pronti a difendere i cinque imputati – Al bar o a fare shopping in orario di lavoro, tre medici e due tecnici accusati di assenteismo – Assenteismo alla casa della salute, a processo cinque dipendenti della Asl – Assenteismo alla casa della salute, 5 indagati
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY