Viterbo – (sil.co.) – Allarme eroina nel capoluogo, era il 2020 e a fare da corriere sulla tratta Viterbo-Perugia e viceversa sarebbe stata una ragazza poco più che ventenne, che viaggiava al volante di una utilitaria di colore giallo limone che non poteva passare inosservata.
Viterbo – Il palazzo di giustizia del Riello visto dall’alto
Davanti al giudice Ilaria Inghilleri per spaccio una viterbese oggi 28enne beccata più volte dai carabinieri del nucleo radiomobile mentre faceva la spola su una vistosa utilitaria di colore giallo limone tra il capoluogo della Tuscia e quello umrbo trasportando dello stupefacente.
La mattina dell’8 ottobre 2020, il viaggio della presunta “corriera” della droga sarebbe stato preannunciato ai militari da una fonte confidenziale, le cui rivelazioni hanno offerto lo spunto investigativo per far scattare la successiva operazione.
“All’epoca non conoscevamo la donna, ma in città avevamo rilevato un preoccupante traffico di cocaina”, ha spiegato al giudice uno dei carabinieri che hanno condotto l’intervento.
“Con un’auto civetta ci siamo piazzati sulla superstrada, dove alle 12,50 abbiamo avuto riscontri dell’informazione, quando abbiamo visto passare l’utilitaria di colore giallo limone che ci era stata segnalata e che abbiamo fermato sulla Cassia all’uscita dello svincolo Viterbo Nord”, ha proseguito.
L’imputata, che era al volante, viaggiava con due passeggeri. “Si è mostrata subito nervosa. Abbiamo fatto scendere gli occupanti, mentre a bordo è salito un miliare che l’ha condotta alla caserma del Riello per un controllo, parcheggiando nel piazzale antistante il comando provinciale”.
“Lì, non appena scesa, l’imputata ha tirato fuori un involucro dal reggiseno, lanciandolo oltre la recinzione e cominciando a gridare aiuto per attirare l’attenzione. Lo abbiamo recuperato e dentro c’erano una decina di grammi di eroina: 5,7 grammi in un ovulo intero e altri 3 grammi e 1,7 grammi della stessa sostanza in altri due ovuli recisi”.
“In auto, nella sua borsa, assieme ai documenti, abbiamo trovato un coltello multiuso e un paio di forbici con le punte intrise di eroina e sequestrato anche due banconote da 50 e 20 euro”.
A seguire la perquisizione domiciliare: “Sull’unico letto dell’abitazione della donna c’erano frammenti di hashish e marijuana, un paio di forbici intrise di sostanza e due ritagli circolari di cellophane per il confezionamento delle dosi”, ha proseguito il testimone della procura.
Il difensore Luigi Mancini ha chiesto al militare se fosse a conoscenza che l’imputata era una assuntrice di stupefacenti. “Per quanto a mia conoscenza è una trafficante e spacciatrice, fermata altre volte sulla tratta Perugia-Viterbo, sempre per possesso di stupefacenti. Non mi risulta sia una assuntrice”, la risposta del maresciallo del nucleo radiomobile.
L’imputata fu effettivamente fermata una seconda volta il successivo 3 dicembre, sempre del 2020, quando dopo la convalida non fu però rimessa in libertà ma finì ai domiciliari, per essere stata trovata in possesso di cinque ovuli di eroina, del peso complessivo di circa 15 grammi, di cui ha cercato invano di disfarsi, oltre a tutto l’occorrente per il taglio e il confezionamento della sostanza. In quell’occasione l’imputata era stata fermata alla guida della solita utilitaria, a bordo della quale ci sarebbe stata anche una coetanea, durante un servizio antidroga nella zona di Valle Faul di Viterbo.
Al termine dell’udienza di ieri, il processo è stato rinviato a luglio per l’esame dell’imputata e la sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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