Viterbo – “I turisti sono in calo questa estate. Non ci sono eventi e non c’è una programmazione adeguata. Non basta organizzare la sera del 3 settembre, ma servirebbe creare un insieme di elementi che possa attrarre il turista in città più giorni e non solo per la sera del trasporto della Macchina. Tra l’altro poi quest’anno non ci sono neanche le tribune per vedere Dies Natalis. Mancano dei criteri seri di organizzazione. Così il turista viene completamente ignorato”. L’imprenditore Marco Sensi, titolare delle Terme dei Papi insieme a Fausto e Massimiliano Sensi, descrive un’estate viterbese fiacca, andando a unire la sua voce a quella di tanti altri colleghi che hanno raccontato le criticità di questi mesi estivi.
Viterbo – Marco Sensi
A mancare è lo struscio vero e proprio per le vie. Una situazione su cui pesa la mancanza di eventi, con la relativa programmazione, e che potrebbe andare a riguardare anche il mese di settembre.
“Purtroppo quest’anno per il turismo siamo un po’ in una fase di stallo. Come struttura ricettiva termale siamo al passo, ma nei mesi di luglio e agosto abbiamo sicuramente faticato di più rispetto all’anno passato. Aspettiamo di vedere cosa succederà per settembre e ottobre, che sono più favorevoli. Solitamente il trend è più attrattivo in quel periodo per il turismo termale – spiega Marco Sensi -. Fino a giugno abbiamo avuto delle buone prenotazioni, un andamento senza nessun segnale negativo e nelle aspettative. Luglio e agosto si sono invece rivelati anomali, compresa la settimana di Ferragosto. In parte le difficoltà derivano dal blocco del periodo del Covid in cui subito dopo i dati positivi erano influenzati dalla tendenza a scegliere mete più vicine, anche un po’ per un sentimento di timore e prevenzione che era rimasto. Ora è passato del tempo, per fortuna quel periodo è un ricordo ed è tornata anche la voglia di scegliere mete più lontane o all’estero. Ma non è solo questo. Non c’è una programmazione o una manifestazione estiva. Non ci sono proprio eventi. E di conseguenza la città non è attrattiva. Non si capisce perché la gente dovrebbe venire a Viterbo. Questo perché non gli sappiamo suggerire un motivo”.
E poi c’è settembre dove Santa Rosa rimane un appuntamento immancabile. “I giorni di Santa Rosa da un punto di vista ricettivo non contano molto per la struttura termale. È una festa di un giorno, con particolare attrazione nella serata. A riempire le strade sono i cittadini, ad arrivare nel capoluogo della Tuscia sono soprattutto persone dalla provincia. Difficile che a muoversi sia il turista che poi sceglie di pernottare in una struttura termale. Questo anche perché non si fa niente per favorire l’eventuale interesse del turista al trasporto della Macchina di Santa Rosa. Penso a quest’anno e alla mancanza di tribune per assistere al passaggio della Macchina. Abbiamo avuto la richiesta da parte di un gruppo di poter pernottare, ma chiedevano la possibilità di poter acquistare dei posti in tribuna o delle sedie per godersi la festa. Ecco però che quest’anno non abbiamo posti a sedere, se non per determinate categorie più fragili, e quindi il gruppo ha scelto direttamente un’altra meta. Mancano dei criteri seri di organizzazione. Così il turista viene completamente ignorato”.
E oltre alla mancanza di tribune per vedere il trasporto, Marco Sensi spiega anche l’importanza di una visione più ampia rispetto alla festa. “Non basta organizzare la sera del 3 settembre, ma servirebbe creare un insieme di elementi che possa attrarre il turista in città più giorni e non solo per il trasporto della Macchina – chiarisce -. Bisognerebbe puntare a far fermare il turista più notti, dargli il motivo per restare. Così magari anche per le terme sarebbe diverso. Dovrebbe diventare ad esempio un appuntamento dove che per una settimana c’è un evento al giorno. Allora la città si animerebbe, gli alberghi e ristoranti avrebbero più lavoro”.
E a incidere su tutto anche la mancanza di un brand identificativo e unitario. “Inoltre non c’è un simbolo, un problema che è un po’ storico. C’è chi parla di città medievale, chi di città termale e naturale, chi si concentra su Santa Rosa. Ma allora Viterbo cosa è? Bisognerebbe trovare un’identità che la caratterizzi, dove si può iniziare a raccontare una storia piena di collegamenti. Così si potrebbe avere un potere di attrazione diverso”, racconta Sensi.
A fare la differenza anche il decoro della città, un biglietto da visita trascurato. “Inoltre ci vorrebbe molta più attenzione al decoro. Questo perché quando la città è bella, fa bene ai turisti ma anche a chi ci vive. Perché la qualità di vita sale. Qui invece è tutto trascurato. A cominciare dal verde, dalla manutenzione dei monumenti. È un vero disastro – conclude Marco Sensi -. Certamente l’accoglienza turistica passa anche da questo. Come in un invito a cena nella propria casa in cui bisognerebbe lasciare all’ospite un bel ricordo, per la città vale la stessa cosa. Purtroppo chi visita la città ha invece il ricordo delle fratte, dei marciapiedi invasi dalle erbacce, delle fontane senza acqua e sporche, dei monumenti presi d’assalto dai fili della luce della corrente, dei cassonetti. Rimane l’idea di una città bella, che storicamente offre molto, ma che è trascurata. Abbiamo tante ricchezze, dei gioielli, ma non li lucidiamo. Li teniamo proprio opachi”.
E di avviso simile è anche Rosanna Stoppani, proprietaria del B&B dei Papi e Boutique Hotel. Anche per lei mancano: attenzione ai particolari, eventi e una pianificazione delle iniziative. A farne le spese la città. Sempre più vuota.
“C’è un calo notevole di turisti quest’anno a Viterbo – racconta -. Stesso discorso per settembre, quando invece di solito era un bel mese. E in particolare al momento per il 3 settembre non ho prenotazioni, poi non so se arriveranno più a ridosso di Santa Rosa”.
Stesso andamento anche nel clou dell’estate. “Purtroppo il mese di luglio è stato quello peggiore in 22 anni di attività nel centro storico. E anche agosto non fa ben sperare perché ad oggi posso dire che abbiamo lavorato circa la metà degli altri anni, con un calo quindi che si riversa anche nella settimana e nei giorni di Ferragosto – racconta ancora Rosanna Stoppani -.L’andamento quindi non è buono. Rispetto allo scorso anno abbiamo un calo nel flusso turistico. Ovviamente non possiamo fare un confronto con i due anni post Covid, quando il turista si spostava nelle vicinanze e sceglieva città più piccole da visitare. Ma c’è stato decisamente un calo rispetto allo scorso anno o agli anni precedenti la pandemia”.
Anche per Rosanna mancano gli eventi e la capacità di saperli programmare. “Qui sono anni, decenni di abbandono e di mancanza di una chiara visione su come far crescere e valorizzare la città. Di come pubblicizzarla. Non mi sento di dare la colpa solo a questa amministrazione perché purtroppo non è che le precedenti abbiano fatto chissà che cosa. Ci stiamo trascinando dietro dei problemi e delle criticità da diverso tempo. Ora però è arrivato il momento di agire, di invertire la rotta”, spiega.
Viterbo – Ferragosto in città, turisti per le vie
E aggiunge: “Il problema non è tanto che non ci sono i singoli eventi, ma che non c’è una pianificazione e programmazione con grandi eventi. Con iniziative che possano richiamare il turista da fuori la provincia. Il singolo evento può rendere la città più viva e allietare il turista, ma non è quello che fa la differenza sull’attrazione vera e propria dei flussi. Per fare questo bisogna però avere una programmazione e visione più ampia. Inoltre si lavora su quello che già è stato fatto, che già negli anni è stato promosso”.
Il focus anche sulla festa del 3 settembre. Anche Rosanna Stoppani, come Marco Sensi, crede che si possa fare di più intorno a questa data attesissima dai viterbesi e non solo. “Va bene Santa Rosa e il primo maggio, ma questi sono due eventi che già hanno una loro risposta. Bisogna investire anche su altro. E tra l’altro su Santa Rosa, ad esempio, si potrebbe anche pensare di costruire qualcosa intorno alla sera del 3 settembre per far venire più gente in più giorni. Anche perché la sera del trasporto della Macchina arrivano in città tante persone dalla provincia, ma non tantissimi turisti da fuori. Bisognerebbe quindi pensare una strategia più ampia intorno alla nostra festa principale – precisa Rosanna Stoppani -. Bisogna far conoscere la città nel suo complesso. Ma per farlo bisogna studiare una pianificazione, una strategia. È importante trovare una strada proprio a livello di programmazione culturale”.
Tra le considerazioni, anche l’attenzione alla dignità degli spazi e alla legalità. “Sicuramente la città non è tenuta bene, manca attenzione per la pulizia e il decoro. Comincia inoltre a essere anche una città poco sicura – aggiunge ancora la proprietaria del B&B dei Papi e Boutique Hotel -. Senza dimenticare le problematiche per il parcheggio. E quindi il turista, che magari ci capita per caso, non è di certo invogliato a tornare o a consigliarne la visita. Sono tutti aspetti che andrebbero valutati e su cui bisognerebbe intervenire altrimenti è inutile dire che vogliamo fare di Viterbo un piccolo gioiellino”.
Considerazioni che lasciano l’amaro in bocca a chi da anni lavora nel capoluogo della Tuscia, alimentando nel tempo un legame con il territorio. “In 22 anni ho visto Viterbo cambiare – conclude Rosanna Stoppani -. Ora bisogna avere una programmazione e sapere cosa fare di questa città. Non bisogna andare a creare ulteriori problemi, come chiudere i parcheggi. Altrimenti, non dando servizi, finiamo per creare ulteriori danni al turista e finiamo per trattarlo male”.
Rosanna Stoppani
Anche per Giacomo Testa, proprietario di Eat in via san Lorenzo, i turisti quest’anno sono pochi e per di più anche disorientati per la mancanza di informazioni precise e comunicazione degli eventi in tempi ragionevoli.
“Giugno e luglio sono stati molto fiacchi da un punto di vista turistico. Nel mese di agosto invece un po’ di movimento in più c’è. Nulla a che vedere chiaramente alle presenze degli anni post Covid. Rispetto a quella situazione c’è stato un cambiamento drastico e per me c’è una doppia spiegazione: innanzitutto la gente ha ripreso a viaggiare a pieno ritmo e quindi le piccole città italiane hanno perso appetibilità; come secondo motivo invece credo che ci sia una mancanza di eventi in città, specialmente nei due mesi di giugno e luglio, dove praticamente non c’è stato nulla. Anche ad agosto c’è stato poco e niente. E a mancare è stata anche la programmazione perché già da aprile si sarebbe dovuto sapere il calendario delle iniziative dei mesi estivi, anche se poche. Bisogna dare un input per far venire il turista. E non c’è stato”, spiega Giacomo Testa.
E aggiunge: “Magari si potrebbe prolungare la festività del 3 settembre e non concentrarsi su un solo giorno. Allargandosi su più giornate si potrebbe attrarre di più il turista. In generale poi questa estate mancano sia iniziative piccole sia eventi grandi. L’ideale sarebbe stato programmare un evento un po’ più grosso ogni 15 giorni e costellarlo di altri più piccoli. Inoltre è inutile far arrivare poche cose e tutte inerenti al food e alla ristorazione. Perché a quel punto vai a levare lavoro a chi invece c’è tutto l’anno e si impegna sul territorio ogni giorno”.
Il riferimento è al mercato europeo in via Marconi, arrivato in città nel mese di giugno. Ma per Giacomo Testa il turista viene accolto anche con poca accuratezza. “Il problema è però anche che il turista, come è successo anche l’anno scorso, non saprà neanche lui cosa potrà o non potrà fare il giorno di Santa Rosa – aggiunge il proprietario di Eat -. Con il rischio che non sia a conoscenza delle strade chiuse, degli eventuali percorsi alternativa e via dicendo. Diciamo che non solo non c’è programmazione degli eventi, ma che quando ci sono le iniziative non vengono date le informazioni e le indicazioni per prendervi parte al meglio. Manca la pianificazione, ma anche la pubblicità dell’evento e la comunicazione con le relative informazioni e le indicazioni precise”.
“Bisognerebbe avere una programmazione spalmata su tutto l’anno – spiega ancora il proprietario di Eat -. Concentrarsi sul fare più eventi medio/grandi e non solo due o tre eventi grandi all’anno. Perché tolta Santa Rosa, che ha una data fissa, non abbiamo altre cose. Quel giorno è bellissimo, ma poi la città va vissuta tutto l’anno. Serve quindi una programmazione che sia fatta su tutto l’anno e che sia fatta con una buona pubblicità. Noi stessi infatti spesso veniamo infatti a sapere di piccoli eventi anche soltanto il giorno prima. Non possono essere pubblicizzati con così poco anticipo. Devi lavorarci sopra”.
La speranza comunque per Giacomo Testa, così come per i suoi colleghi, è che le settimane che mancano a settembre possano riservare sorprese nelle prenotazioni, con l’arrivo di turisti in città. “Per agosto abbiamo delle prenotazioni, così come per questa settimana di Ferragosto – conclude Giacomo Testa -. Però ecco la settimana del 15 è un po’ difficile in generale e ovunque. Speriamo che ci siano più turisti per il prossimo mese e sotto Santa Rosa. Per la sera del 3 abbiamo già alcune prenotazioni, speriamo sia una giornata produttiva e ci facciamo affidamento. Rimaniamo positivi anche per tutto il mese, sperando anche che il tempo sia dalla nostra parte”.
Maurizia Marcoaldi
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