Acquapendente – (sil.co.) – Svuota-cantine abusivo abbandona i rifiuti in campagna, tradito dal calendario di Frate Indovino, dove c’era scritto il nome del proprietario il quale, interpellato dalla forestale, ha detto chi gli aveva sgomberato il garage. Lo stesso il nipote di un nonno deceduto, le cui cartelle cliniche erano anch’esse sparse in un casale nelle campagne di Proceno la cui proprietaria, il 17 settembre 2021, ha sporto denuncia ai carabinieri di Acquapendente, facendo scattare le indagini dei forestali.
Carabinieri forestali
Tra i rifiuti abbandonati, appartenenti a vari proprietari, c’erano pure libri e quaderni di elementari e medie dei figli di un dottore, ovviamente con annotato in bella vista il nome. E perfino delle vecchie dichiarazioni dei redditi, anch’esse riconducibili al contribuente.
Un caso sicuramente curioso quello approdato ieri davanti al giudice Giacomo Autizi, con l’imputato difeso dall’avvocato Remigio Sicilia. Avrebbe praticato prezzi onesti, secondo i clienti sentiti in aula, sui 250-300 euro per una mattina di lavoro allo sgombero garage.
Ad Acquapendente, secondo quanto emerso dal racconto dei testimoni, lo svuota-cantine lo conoscono tutti. “Possiede un camioncino con su scritto che sgombera cantine e fa traslochi, ha fatto pure dei volantini per farsi pubblicità”, hanno detto.
“Lo conoscono pure all’isola ecologica, mi ha chiamato il responsabile per dirmi che era andato a gettare delle cose a nome mio, solo per farmi sapere che sarebbe dovuto ripassare la settimana successiva per il legno perché il contenitore era pieno”, ha spiegato uno dei clienti.
“Oltre ad abbandonare i rifiuti, non aveva alcuna licenza commerciale, e quando gli abbiamo detto che, non trattandosi di rifiuti pericolosi, avrebbe dovuto solo dovuto sospendere l’attività, rimuoverli e documentare dove li avrebbe smaltiti, non lo ha fatto”, ha sottolineato la carabiniera del nucleo forestale ascoltata sulle indagini, spiegando come l’imputato si sia messo nei guai, finendo davanti al giudice penale.
L’avvocato Sicilia ha fatto sapere che il suo assistito è pronto a farsi interrogare, preannunciando anche un teste della difesa per la prossima udienza, che si concluderà con discussione e sentenza ad anno nuovo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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