Viterbo – (sil.co.) – Anche i cancellieri del tribunale di Viterbo sono pronti ad aderire allo sciopero nazionale indetto per tutta la giornata di martedì 8 ottobre dal neo costituito Comitato Nazionale Cancellieri Esperti 2024.
Viterbo – Un’aula del tribunale
Il comitato, che conta di raggiungere a breve tra i suoi iscritti il 50% della categoria nazionale, analogamente a quanto si sta concretizzando in danno dei direttori del ministero della giustizia anch’essi in movimentazione, denuncia come un iniquo e simile demansionamento stia per abbattersi anche sui cancellieri esperti. Al contempo ci sarà una manifestazione a Roma col motto “Da esperti a principianti”.
“Si tratta di un appiattimento professionale verso il basso promosso dal ministero e da diversi sindacati che comporta per quelle che erano figure apicali delle rispettive aree (i direttori nella terza e noi nella seconda) di essere formalmente parificate (pur con la pretesa di lasciarci oneri e responsabilità di cui attualmente rispondiamo, ma senza riconoscerci alcun onore) alle figure più basse dell’area. Nel nostro caso, centralinisti e conducenti automezzi”, si legge nel comunicato che anticipa lo stato di agitazione.
“La maggior parte di noi – prosegue – è stata reclutata tramite un recente concorso (2020/2021) analogo a quello coevo con cui sono stati selezionati gli ultimi direttori e con medesimi requisiti e titoli. Si è trattato di concorso estremamente impegnativo (ben 8 materie di indirizzo con lungo e dettagliato orale), nonostante fossero stati imposti sbarramenti pre selettivi propri più dei concorsi dirigenziali. Per potervi accedere dall’esterno, infatti, si doveva essere vpo, got o avvocati di esperienza senza demeriti (nei fatti, si è resa necessaria una anzianità almeno da cassazionisti); un’altra parte è costituita da interni con notevole anzianità di servizio ed indiscutibili competenze, molti dei quali hanno dovuto partecipare al medesimo concorso solo per progredire e poi vedersi ributtare indietro (per superare le preselezioni al concorso, gli interni dovevano avere di media almeno 22 anni di anzianità, cui hanno dovuto rinunciare – oltre spesso alla sede – per ottenere quella ‘progressione’ poi rivelatasi per loro fatale”.
“La richiesta irrinunciabile – viene spiegato – è di ottenere lo spostamento della figura in area III funzionari ove sono già fatti traslare molti cancellieri col cosiddetto 21 quater negli ultimissimi anni a seguito di decisioni giudiziarie dei giudici di lavoro in tutta Italia che avevano statuito che il posto della nostra figura è proprio in area 3. Allora ci si chiede perché il ministero continui e peggiori la situazione in danno dei propri dipendenti”.
“Si sappia – è la conclusione – che se i cancellieri esperti non otterranno ragione delle loro sacrosante rivendicazioni, gli stessi continueranno a migrare verso altre pubbliche amministrazioni più rispettose delle competenze e capaci di promuovere il merito anche con avanzamenti di carriera. Quelli che resteranno potrebbero rifiutare di continuare a svolgere quelle mansioni e servizi finora offerti con professionalità per limitarsi a quelli strettamente riconosciuti da questo aberrante ultimo Ccnl e commisurati al salario corrisposto (paga base identica a quella dei centralinisti) con ogni conseguente disservizio ai danni della giustizia, degli utenti e degli avvocati che si troveranno a dover attendere i tempi dei pochi funzionari su cui soli si riverserebbero molte delle attività attualmente svolte da noi”.
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