Viterbo – (sil.co.) – Si dividono le strade del 49enne e della 38enne viterbesi arrestati per spaccio la notte tra il 26 e il 27 settembre quando furono trovati in possesso di 27 grammi di cocaina. Comparsi giovedì davanti al giudice Giovanna Camillo, la donna tramite il difensore Domenico Gorziglia ha chiesto di patteggiare una condanna a un anno e otto mesi di reclusione e duemila euro di multa con sospensione condizionale della pena. Si procederà invece col rito ordinario per il presunto pusher, difeso dall’avvocato Giovanni Recanati. Il giudice ha rinviato per le verifiche del caso.
Carabinieri – La cocaina sequestrata
La coppia, che viaggiava in automobile, è finita nei guai per essersi innervosita a un posto di blocco dei carabinieri sulla strada provinciale 150.
I militari della stazione di Bagnaia, supportati da personale della sezione operativa del nucleo radiomobile, insospettiti dal loro atteggiamento hanno effettuato una perquisizione personale, veicolare e della loro abitazione nei pressi di viale Fiume, che al termine delle operazioni ha consentito il rinvenimento di complessivi 27,2 grammi circa di cocaina, suddivisi in 10 involucri di cellophane, bilancino di precisione e materiale ritenuto utile al confezionamento della medesima sostanza illecita.
I reperti sono stati posti sotto sequestro ed i fermati ristretti agli arresti domiciliari, a disposizione della competente autorità giudiziaria del capoluogo che al termine della direttissima ha convalidato gli arresti e disposto l’obbligo di firma per la 34enne e l’obbligo di dimora e di pernotto per il 38enne.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
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