Orte – Spaccio tra giovani
Orte – Piazza di spaccio smantellata a Orte, otto indagati davanti al gup Fiorella Scarpato del tribunale di Viterbo. Cocaina e hashish. Tutti i contatti secondo l’accusa avvenivano all’interno di chat Instagram e Telegram. Nei guai sono finiti due ragazze di 19 anni e sei uomini: un 18enne, due 19enni, un 21enne, un 32enne e un pluripregiudicato 41enne di Orte. Almeno in parte sarebbero pronti a ricorrere a riti alternativi come il patteggiamento che consente lo sconto di un terzo della pena.
Avrebbero ceduto cocaina al prezzo di 70-80 euro al grammo e hashish per 5-10 euro al grammo. È la maxi inchiesta culminata lo scorso 22 luglio negli arresti domiciliari col braccialetto elettronico per un noto soggetto 41enne pluripregiudicato di Orte.
Altri quattro indagati sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, due dei quali domiciliati a Orte, rispettivamente un 32enne di origini rumene pluripregiudicato ed una ragazza italiana diciannovenni, nonché altri due giovanissimi ragazzi di 18 e 19 anni domiciliati nei comuni di Fiumicino e Giugliano in Campania Varcaturo.
A loro si aggiungono i tre indagati di età compresa tra i 19 e i 21 anni finiti agli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico lo scorso mese di aprile: due residenti a Orte, di cui uno di origini rumene, ed uno residente a Terni.
Carabinieri – Spaccio a Orte
L’udienza preliminare, al via ieri, è stata rinviata a novembre in seguito al legittimo impedimento di uno degli otto indagati per cui il pubblico ministero Massimiliano Siddi ha chiuso con la richiesta di rinvio a giudizio le indagini.
Indagini iniziate in centro tra novembre 2023 e gennaio 2024 – anche con l’installazione di alcune telecamere – poi proseguite tra marzo e giugno di quest’anno, con la scoperta di una nuova piazza di spaccio nel quartiere di Petignano, gestita per lo più dagli stessi soggetti, diversi dei quali recidivi.
Secondo l’accusa, tutti i contatti per la compravendita della droga scorrevano all’interno di chat Instagram e Telegram, attraverso la creazione di appositi canali nei quali veniva pubblicizzato l’arrivo dello stupefacente e le modalità di acquisto tra acquirenti e pusher. Nello scambio di informazioni veniva perfezionato sia il prezzo di vendita che la tipologia di stupefacente da acquistare.Le indagini hanno permesso di identificare sia gli acquirenti sia gli spacciatori.
Carabinieri – Spaccio a Orte
Nessun contatto diretto. Al richiedente venivano fornite esclusivamente indicazioni sul luogo presso cui recarsi, solitamente all’interno del centro storico o in un parcheggio coperto, ove negl’intercapedini di un muro erano occultati tre bilancini.
All’atto dell’incontro, che durava appena pochi istanti, alla consegna dello stupefacente veniva corrisposto dagli acquirenti denaro in contanti.
I pusher portavano al seguito esclusivamente la dose da consegnare, in modo che, qualora fermati e controllati, ne derivasse al massimo una segnalazione. Ma il movimento, seppure di piccole dosi, era assolutamente continuo.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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