Caprarola – “Ian Patrick Sardo sembra stare meglio rispetto a quando lo abbiamo incontrato subito dopo l’arresto. Ma va aiutato, è pericoloso anche per sé stesso”. L’avvocato Paolo Casini, assieme alla collega Vania Bracaletti, difende il 31enne accusato dell’omicidio di Renzo Cristofori, l’ex netturbino di Caprarola, pugnalato a morte fuori la porta di casa. E ieri era accanto a lui durante l’udienza di convalida in carcere di fronte al gip.
Ian Patrick Sardo
“Era tranquillo – sottolinea -, ma è una persona che deve essere curata, su questo non c’è alcuna ombra di dubbio. Altrimenti è pericoloso. Anche per se stesso”. Spiega il legale, facendo riferimento alle perizie psichiatriche a cui in passato il 31enne è stato sottoposto, che hanno rivelato la seminfermità di mente con diagnosi di Adhd aggravato dai problemi dovuti alla tossicodipendenza, e ai tentativi di suicidio e autolesionismo. “Deve essere aiutato, altrimenti è totalmente fuori controllo”.
Caprarola – I carabinieri di fronte la casa del presunto omicida
Ieri di fronte al giudice, il 31enne accusato di aver ucciso con cinque fendenti Cristofori, ha continuato a dirsi innocente. “Ha rimarcato quanto già detto al pm Massimiliano Siddi a ridosso dell’arresto: lui con l’omicidio non c’entra nulla. Mercoledì sera è uscito di casa per incontrarsi con un amico per prendere della sigarette e poi è rientrato”.
Omicidio di Caprarola – La casa della vittima Renzo Cristofori
Ma dovrà restare in cella. Almeno per il momento. Nonostante l’arresto non sia stato convalidato perché Sardo non è stato fermato dai carabinieri in flagranza di reato – ma dopo circa un’ora e sulla base di elementi acquisiti durante le primissime indagini -, è stata comunque disposta dal giudice la misura cautelare in carcere. C’è il rischio che possa uccidere di nuovo e su di lui ci sono importanti indizi di colpevolezza. Come la testimonianza della persona che, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe assistito all’aggressione. Si tratta di un amico di Cristofori: avrebbe sentito il 68enne ripetere di essere stato colpito e poi avrebbe visto il ragazzo sporco di sangue.
Mammagialla – La polizia penitenziaria
La tragedia è avvenuta attorno alle 22 del 27 novembre. Alla base dell’omicidio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, ci sarebbe una richiesta di soldi. Pochi spicci che Sardo era solito chiedere alla gente in paese, e pure a Cristofori. Ma il 68enne, mercoledì sera, glieli avrebbe rifiutati. Così il raptus violento e improvviso.
Dell’arma usata però al momento non pare esserci traccia. La casa in via Mazzini in cui Sardo abita in affitto, a pochi metri dal luogo dell’omicidio in via Sant’Egidio, è sotto sequestro. Esattamente come il suo cellulare e i coltelli che la polizia scientifica ha trovato nell’abitazione. “Siamo in attesa delle analisi sui reperti prelevati dalla casa” sottolinea il legale Casini, che lo difende assieme alla collega Vania Bracaletti.
Barbara Bianchi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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