Vetralla – “Che non sia finita in tragedia è un puro miracolo, perché non è la prima volta che quel cane aggredisce passanti e suoi simili”. E lo sa bene Marco Antonioli, poliziotto che da anni ormai vive a Vetralla. Anche lui, appena un anno fa, è stato vittima di un attacco al boschetto di Tre Croci mentre era a passeggio con il suo cagnolino al guinzaglio. Ad aggredirli, stando a quanto ricostruito, sarebbe stato lo stesso pastore tedesco che sabato scorso ha fatto finire in ospedale C. A. A. e il suo Oscar.
Alcune delle ferite riportate da Marco Antonioli
“Era il 10 ottobre del 2023 quando io e il mio cane abbiamo subito l’aggressione. Avevo da pochi minuti incontrato il piccolo Oscar a passeggio con la sua proprietaria” ricostruisce Antonioli, sottolineando l’ironia del destino. “Sì, quello stesso Oscar che sabato è stato a sua volta sbranato e ferito gravemente” chiosa. All’improvviso, “mentre mi dirigevo con Giggetto al guinzaglio verso la pineta di Tre Croci, per poi imboccare una via limitrofa, ho sentito l’abbaiare forte e potente di un cane di grossa taglia” spiega. Il pastore tedesco si sarebbe avventato su di loro buttandoli a terra. “Ho avuto l’istinto di prendere in braccio il mio cagnolino, di media taglia e lì è stato un continuo di morsi e zampate – sottolinea -, da non capirci niente”. Giggetto è stato sbatacchiato a terra più volte e Antonioli raggiunto da morsi anche al volto. Oltre che alle mani e alle gambe. “Ho ancora impresso indelebilmente il muso del cane lupo che abbaiava mostrando i suoi grossi canini a pochi centimetri dal mio volto”.
Alcune delle ferite riportate dal cane Giggetto
È stato in un attimo di distrazione del pastore tedesco che Giggetto sarebbe riuscito a mettersi in fuga tornando di corsa verso casa. “È stato comunque inseguito e raggiunto. Quando anche io, dolorante e sanguinante, sono riuscito ad arrivare davanti al mio garage, l’ho visto di nuovo morso e sbattuto più volte a terra dalla furia del cane” ricorda Antonioli. “E del suo proprietario, nonostante più volte avessi invocato il suo aiuto e il suo intervento, neppure l’ombra” sottolinea il poliziotto, spiegando come l’uomo si fosse limitato a richiamare l’animale in casa, senza però fermarne l’aggressione.
Alcune delle ferite riportate da Marco Antonioli
Per Antonioli e il suo piccolo amico a quattro zampe sono state necessarie cure sanitarie. Uno al pronto soccorso di Belcolle, l’altro in uno studio veterinario sulla Cassia. Indiscutibile la diagnosi. “Trauma conclusivo del volto, distrazione cervicale, escoriazioni multiple, contusioni multiple, ferita alla mano destra e lesione ostro-legamentosa alla caviglia destra” si legge nel referto medico.
Alcune delle ferite riportate dal cane Giggetto
Ma le ferite non sono state solo fisiche. “Dal giorno dell’aggressione ho cambiato le mie abitudini – sottolinea -, non passo più in prossimità della pineta e temo continuamente nuovi attacchi. Così come sono sempre all’erta quando sento cani abbaiare”. Conseguenze psicologiche anche per il piccolo Giggetto. “Oltre ad avere avuto a lungo problemi di deambulazione, è stato vittima di un forte stato di shock e mortificazione. Orinava improvvisamente in casa e non si allontanava da me per più di 2 o 3 metri. Comportamenti, questi, mai avuti prima…”.
I tutori indossati da Marco Antonioli dopo l’aggressione
E che ora, a distanza di poco più di un anno, tutto si sia verificato di nuovo, Antonioli lo trova semplicemente assurdo e disdicevole. “Occorreva prendere provvedimenti – conclude -, occorreva che tutte le istituzioni deputate intervenissero. Evidentemente così non è stato…”.
Intanto venerdì, per lui, ci sarà l’udienza in tribunale. Alla sbarra per lesioni colpose il proprietario del pastore tedesco. E anche qui nuova ironia del destino. “Uno dei miei testimoni è la mamma del ragazzo aggredito sabato…”.
Barbara Bianchi
– La vittima dell’aggressione: “Un pastore tedesco ha sbranato il mio Oscar e io sono vivo solo per miracolo…”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY