Nepi – (sil.co.) – Ubriaco alla guida di una Jeep avrebbe investito un pedone sul marciapiede, motivo per cui è finito a processo per lesioni stradali aggravate dalla guida in stato di ebbrezza davanti al giudice Jacopo Rocchi.
Ieri un testimone oculare, che non si è presentato in tribunale, è stato condannato a pagare un’ammenda di 450 euro. Avrebbe dovuto chiarire la dinamica del sinistro.
Parte civile con l’avvocato Mario Orsini la presunta vittima, Responsabile civile con l’avvocato Ludovisi l’assicurazione, in vista di un eventuale risarcimento danni.
Imputato il conducente di un fuoristrada Range Rover vecchio tipo, “quelli tutti di acciaio che se investono qualcuno, lo ammazzano”, che l’11 maggio 2019 a Nepi avrebbe messo sotto un pedone.
“Al nostro arrivo abbiamo trovato la Jeep su strada non sul marciapiede e un ragazzo che lamentava un dolore a una gamba. Siccome il conducente era barcollante e aveva l’alito vinoso, lo abbiamo sottoposto a etilometro ed è risultato positivo, dopo di che è stato accompagnato a casa dal cognato. Se quel tipo di fuoristrada avesse investito un pedone lo avrebbe ammazzato”, ha spiegato in aula uno dei militari intervenuti dopo la richiesta di intervento.
Per chiarire la dinamica del sinistro e le eventuali responsabilità sarà ascoltato un testimone oculare, che avrebbe per l’appunto assistito con i propri occhi ai fatti. Siccome ieri era assente ingiustificato, nonostante avesse ricevuto la notifica, dovrà pagare un’ammenda di 450 euro. E presentarsi in aula alla prossima udienza, se non vuole venire in tribunale scortato dai carabinieri.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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