Le catacombe dei santi Valentino e Ilario – Nella foto Alessandro Braccini
Viterbo – Tornano alla luce le catacombe dei santi Valentino e Ilario grazie ai documentari realizzati in vista del Giubileo dall’ufficio comunicazioni della diocesi diretto da don Emanuele Germani.
catacombe chiuse al pubblico e che ora si possono “visitare” guardando il documentario “Speciale i santi Valentino e Ilario compratori di Viterbo”.
Viterbo – Don Emanuele Germani
“La catacomba si trova in campagna, su un terreno privato, al ponte Camillario – spiega don Emanuele Germani -. Un sito scoperto da don Armando Marini. Un luogo sempre chiuso che adesso, grazie al documentario, tutti potranno vedere e conoscere”.
“Inizialmente un ipogeo oppure luogo di preghiera e rifugio – spiega poi don Germani -, il sito è diventato successivamente luogo di sepoltura. Probabilmente le tombe dei santi Valentino e Ilario, martiri della Chiesa e patroni di Viterbo”.
Viterbo – Le catacombe dei santi Valentino e Ilario
Valentino e Ilario vennero uccisi durante le persecuzioni dell’imperatore romano Diocleziano (243-313 d.C.) e sepolti il 3 novembre in un luogo chiamato “Camillarius”.
A Valentino e Ilario don Armando Marini dedicò un “itinerario della fede” con le stazioni della via Crucis. Un percorso di fede che attraverso il ponte Camillario porta all’edicola del martirio e alle catacombe. Un percorso di cui si prende costantemente cura l’associazione don Armando Marini presieduta dal Sergio Berbeglia.
Viterbo – Il ponte Camillario
I documentari proposti dalla diocesi in vista del Giubileo, ideati da don Germani e realizzati dall’Ufficio comunicazioni sociali, stampa e cerimoniale, sono in tutto 15 e attraversano gran parte del patrimonio spirituale e culturale della Tuscia. Assieme a don Germani anche l’inviato Alessandro Braccini. Con loro, per la puntata dedicata ai santi Valentino e Ilario, l’attore e regista Piermaria Cecchini.
Viterbo – Le reliquie dei santi Valentino e Ilario
“L’iniziativa dei documentari – commenta don Emanuele Germani – nasce circa un anno fa quando è arrivato il vescovo Orazio Francesco Piazza che ha dato un input multimediale notevole. L’obiettivo è fare in modo che pellegrini, fedeli e cittadini che visiteranno Viterbo per il Giubileo, o che abitano in città, abbiano la possibilità di conoscere qualcosa di inedito legato alla storia della nostra diocesi e della Tuscia. Luoghi spesso inaccessibili o chiusi al pubblico”.
Viterbo – Piermaria Cecchini
Ecco i santi e i luoghi sacri proposti dalla diocesi con i documentari. Viterbo con la sua basilica cattedrale e il palazzo dei Papi con il primo e più lungo conclave della storia della Chiesa, il santuario diocesano della Madonna della Quercia e il patto d’Amore, San Bonaventura da Bagnoregio, il santuario diocesano del santissimo Crocifisso di Castro, Santa Lucia Filippini, Santa Rosa da Viterbo, i Santi Valentino e Ilario e i luoghi della primitiva Viterbo, Santa Giacinta Marescotti, San Crispino da Viterbo, il santuario diocesano dell’Addolorata a Tuscania, la Festa della Madonna del Monte con le sue passate, il santuario cittadino della Madonna Liberatrice a Viterbo, i Pugnaloni di Acquapendente dedicati alla Madonna del Fiore e il Sacello del Santo Sepolcro, il pranzo del Purgatorio di Gradoli, il miracolo del Corpus Domini e Santa Cristina a Bolsena.
È possibile vedere i primi 8 documentari nella sezione Giubileo 2025 dell’home page del sito internet della diocesi di Viterbo. Tutti gli altri saranno disponibili a partire da gennaio.
Daniele Camilli
– Giubileo: 15 appuntamenti religiosi, 4 eventi, 14 percorsi, 15 documentari e 35 comuni coinvolti
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