Barbarano Romano – (sil.co.) – Otto ettari e mezzo di bosco in fiamme, a processo per l’incendio un agricoltore che un giorno di inizio primavera di cinque anni fa stava bruciando le potature al confine tra il suo noccioleto e l’adiacente macchia.
Vigili del fuoco in azione – Immagine di repertorio
Era la sera del 24 marzo 2019 quando improvvisamente si sarebbe alzato il vento, che fino a quel momento non aveva soffiato, sospingendo verso la boscaglia le fiamme delle potature di nocciolo.
“In quel periodo dell’anno era consentito bruciare”, ha confermato ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi una forestale, intervenuta sul posto con i colleghi assieme a una squadra dei vigili del fuoco di Tarquinia, alla protezione civile e allo stesso sindaco.
“Il divieto va da giugno al 30 settembre, a marzo si poteva accendere”, ha detto la testimone, spiegando che a dare l’allarme è stato lo stesso agricoltore, trovato a bordo del trattore all’arrivo dei soccorsi.
“Il bosco era stato tagliato tra il 2018 e il 2019 – ha proseguito la teste, ribadendo – quel giorno non tirava vento, si è alzato successivamente”.
Il processo riprenderà a ottobre.
– Incendio in un noccioleto a Barbarano Romano
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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