Viterbo – (sil.co.) – Pilotava elicotteri militari in missioni antiterrorismo, riconosciuto “vittima di terrorismo”.
Militari italiani – foto di repertorio
È stato accolto dal Tar del Lazio, la cui sentenza è stata pubblicata ieri, il ricorso contro ministero della Difesa e ministero delle Finanze di un militare viterbese – riconosciuto “vittima del terrorismo” in relazione alla invalidità sofferta a seguito dei servizi svolti in missione all’estero – per l’ottemperanza della sentenza del tribunale ordinario di Viterbo del 9 ottobre 2020, confermata in appello il 7 giugno 2022 e ulteriormente corretta dalla stessa corte con ordinanza del 3 novembre 2023.
Il militare ha ottenuto la liquidazione ed il pagamento delle somme a lui riconosciute dalla sentenza del tribunale di Viterbo, fondata su una istruttoria, comprensiva anche di Ctu, la quale ha riconosciuto in favore del ricorrente, in relazione alla invalidità da questi sofferta a seguito dei servizi svolti in missione all’estero, la sussistenza della causa di servizio e lo “status” di “vittima del terrorismo”.
Era il 20 febbraio 2009 quando il dipartimento militare di medicina legale di Roma ha giudicato il militare non (più) idoneo al servizio, con conseguente collocamento in congedo a causa dell’infermità definita persistente disturbo di adattamento con ansia ed umore deflesso. Ritenendo l’infermità correlata al servizio prestato – con particolare riferimento alle missioni internazionali all’estero in cui è stato spesso impegnato in operazioni antiterrorismo nella qualità di pilota di elicotteri militari – il successivo 13 aprile, ha presentato istanza all’amministrazione per ottenere il riconoscimento dello status di “vittima della criminalità e del terrorismo” e la conseguente concessione di tutti i benefici previsti dalla normativa di riferimento.
Il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso del militare, ha condannato ministero della difesa e ministero della finanze all’erogazione della speciale elargizione di cui all’art. 5 commi 1 e 5 L. 206/2004 in ragione di 2mila euro per ogni punto percentuale di invalidità (riscontrata pari al 50%) nonché all’erogazione di due distinti assegni vitalizi e infine di tutti i benefici previdenziali, economici ed assistenziali previsti dalla normativa vigente in virtù dello status di “vittima del terrorismo”.
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