Civita Castellana – (sil.co.) – Vuole buttarsi da ponte Clementino, salvato dall’ex suocero, finisce a processo per violenza domestica.
Civita Castellana – Ponte Clementino (foto di repertorio)
Imputato davanti al collegio del tribunale di Viterbo un ex marito col vizio dell’alcol di Civita Castellana, mollato nel 2019 dalla moglie, tornata a casa dei genitori assieme ai due figli della coppia, in seguito ai continui pestaggi da parte del marito ubriacoche non avrebbe perso l’occasione per metterle le mani addosso.
“Mi prendeva a schiaffi, calci e pugni. Mi dava della bastarda e della puttana, Mi minacciava di morte davanti ai figli, a mio padre, a mia madre e a mio fratello. Una volta ha minacciato mia madre con un coltello, perché gli ha detto di smetterla di venire a cercarmi Un’altra voleva dare fuoco al palazzo dei miei familiari. Stava sempre sotto casa. Tirava sassi alle finestre. Mi aspettava per seguirmi. Ha anche danneggiato il portone prendendolo a calci e pugni”, ha spiegato ieri la donna alla pm Paola Conti.
Poi la tragedia sfiorata di ponte Clementino. “Si voleva buttare da ponte Clementino, lo ha salvato mio padre”, ha raccontato la donna, confermando la minaccia di porre in essere il gesto autolesionista. Dopo di allora, da 3-4 anni lo avrebbe definitivamente perso di vista, così come lo hanno perso di vista i figli.
Dopo il tentato suicidio, con l’enensimo intervento dei carabinieri, la denuncia per cui è finito a processo. Si torna in aula a luglio per la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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