Viterbo – (sil.co.) – Le avrebbe messo le mani sotto la gonna, martedì hanno testimoniato davanti al collegio i due figli maschi della vittima: “Mamma è rimasta sconvolta, non si è mai più ripresa”.
È il processo per violenza sessuale e lesioni a un legnaiolo di 64 anni all’epoca fidanzato con la vicina di casa della parte offesa, una casalinga di 59 anni, sposata e madre di due figli, che si è costituita parte civile con l’avvocato Dominga Martines. Lui, invece, è difeso dagli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti.
L’uomo, il 27 novembre 2020, dopo un paio di battibecchi piuttosto pesanti tra le due donne, incontrando verso le cinque del pomeriggio la 59enne fuori casa, avrebbe approfittato per molestarla mentre lei aveva le mani impegnate a reggere una bracciata di legna.
“È venuto dritto verso di me, con una mano mi ha tenuto per un braccio e con l’altra mi ha toccato il seno – ha raccontato la donna in tribunale lo scorso 9 aprile – poi mi ha messo due volte le mani sotto la gonna, da dietro, passando dal sedere e toccandomi le parti intime”.
“Io sono una donna di famiglia, ero terrorizzata – ha proseguito – fuori era buio pesto, non si vedeva una luce. Allora ho cominciato a gridare ‘aiuto, aiuto, aiuto’, con tutta la forza che avevo in gola, finché non mi ha sentito una vicina, che mi ha aperto la porta di casa sua, fatto entrare e ha chiamato i carabinieri. Lui mi stava inseguendo e mi prendeva a legnate sulla schiena”.
I due figli maschi della donna, allertati dal padre, si sono precipitati col genitore al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, al seguito dell’ambulanza del 118.
“La mamma era ricoverata, molto spaventata e chiusa. Non le è mai riuscito di entrare nei dettagli, nemmeno nei mesi e negli anni successivi – hanno detto entrambi i ragazzi – non le è mai riuscito di liberarsi. Per lei è un tabù, come se fosse stata colpa sua”.
Avrebbe detto a mezza bocca solo di essere stata spinta, palpeggiata e che l’imputato avrebbe tentato di tirarle su la gonna. “Era ed è tuttora molto provata, la vita della mamma è cambiata completamente, non va più a fare la spesa da sola, non esce la sera, come sente un rumore si mette sul chi va là”, hanno spiegato i due figli.
Salvo imprevisti, entro primavera il processo di primo grado dovrebbe giungere a sentenza.
– Accusa di violenza il “legnaniolo” della vicina di casa: “Mi ha toccato due volte sotto la gonna”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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