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Tribunale - Erano i soli individuati su una ventina di partecipanti che si sono anche tirati una bicicletta mountain-bike gialla

Maxirissa con lancio di transenne a piazza San Faustino, 7 imputati assolti

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Viterbo – (sil.co.) – È finito a tarallucci e vino il processo per la maxi rissa tra stranieri scoppiata la sera del 20 agosto a piazza San Faustino. Sono stati tutti assolti con formula piena i sette imputati, tra rumeni e africani, per i quali il giudice della direttissima a suo tempo non aveva convalidato gli arresti, contestandone la mancata flagranza, salvo venire giudicati successivamente “arresti legittimi” dalla cassazione cui ricorse la procura.

Una vicenda giudiziaria travagliata, come hanno sottolineato ieri i difensori ribadendo per l’ennesima volta che fin dall’inizio non sono emerse prove che a seminare il panico e a darsele di santa ragione, tirandosi perfino transenne e biciclette, siano stati proprio loro, i sette imputati assistiti dagli avvocati Carlo Mezzetti, Roberto Merlani e Amedeo Centrone, sostituito ieri dalla collega Federica Ambrogi.

L’accusa aveva chiesto una condanna a 9 mesi di reclusione ciascuno, le difese l’assoluzione accordata dal giudice Jacopo Rocchi con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste, dopo una breve camera di consiglio.


Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Centro storico – Maxirissa a San Faustino – Intervento di polizia e carabinieri


Secondo l’accusa “un gruppo ha tirato una bicicletta, gli altri hanno risposto scagliando contro i rivali due transenne”. La bici era una mountain-bike di colore giallo parcheggiata sulla piazza, le transenne erano quelle di ferro messe a salvaguardia della fontana.

A dare l’allarme è stato uno dei testimoni oculari, un quarantenne all’epoca residente in una traversa di via Cairoli. Alla sbarra sono finiti tre romeni e quattro africani (un malinese, un ivoriano e due senegalesi). Cinque erano braccianti agricoli, uno invece autista, mentre l’altro era muratore. Avevano tra i 24 e i 32 anni. I soli identificati su una ventina di partecipanti alla rissa che si sono volatilizzati al suono delle sirene

Emerse che i braccianti avrebbero lavorato per lo stesso datore di lavoro, un imprenditore agricolo viterbese che già il giorno prima li avrebbe redarguiti per un diverbio esploso presso la sua azienda. Uno degli imputati romeni, che ha avuto la peggio in quanto a botte, si era costituito parte civile, pronto a chiedere un risarcimento dei danni in caso di condanna dei presunti rivali. 


Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Centro storico – Maxirissa a San Faustino – Intervento di polizia e carabinieri


Multimedia: Maxirissa a piazza San Faustino – video


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 gennaio, 2025

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