Roma – Carcere di Rebibbia
Roma – (sil.co.) – Blitz dei carabinieri nel carcere di Rebibbia e in varie province italiane tra cui Viterbo, è una donna l’avvocato raggiunto questa mattina da una delle 32 misure di custodia cautelare chieste dai pm Simona Marazza e Francesco Gualtieri. E c’è anche uno psicologo del Serd di Roma.
È indagata nell’ambito di uno dei due filoni della maxi indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, che ha portato alla luce un presunto sistema illecito, all’interno del Servizio per le dipendenze (Serd) dell’Asl Roma 2 che opera nel carcere di Rebibbia, per far ottenere ai detenuti, attraverso certificazioni false, misure alternative al carcere. A promuoverlo uno psicologo. Quattro nello specifico le misure cautelari, mentre altre 28 persone sono state colpite da misure cautelari per detenzione e associazione finalizzata al traffico di droga.
Roma – Maxiblitz a Rebibbia e in varie province tra cui Viterbo
La legale, già assolta in secondo grado nel procedimento sulla “pax” mafiosa a Ostia, è indagata nell’ambito di presunti illeciti avvenuti tra il 2018 e il 2019. In particolare, si sarebbe avvalsa della sua qualifica di avvocato per favorire i contatti dei trafficanti allora detenuti con l’esterno salvaguardandone, secondo il giudice, gli affari.
Una delle due ordinanze, eseguita dai carabinieri insieme al nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, riguarda quattro indagati, 2 ai domiciliari e 2 destinatari della misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per la durata di un anno perché accusati, a vario titolo, dei reati di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, falsità ideologica, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. A finire ai domiciliari uno psicologo del Serd considerato promotore del sistema illecito che, attraverso false attestazioni, puntava a far ottenere misure alternative ai detenuti.
Roma – Maxiblitz a Rebibbia e in varie province tra cui Viterbo
L’altra indagine, che ha portato all’emissione di un’ordinanza nei confronti di 28 persone, è scattata dal monitoraggio all’interno del carcere di Rebibbia di un detenuto, personaggio di spicco del narcotraffico romano che, si ipotizza, intrattenesse contatti con lo psicologo. È stato accertato che il narcotrafficante, anche se ristretto in carcere, grazie al determinante contributo di due avvocati (solo uno dei due arrestato), incaricati di trasmettere messaggi e direttive all’esterno, abbia continuato a promuovere un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti nel quadrante sud-est della capitale.
– Maxiblitz nel carcere di Rebibbia, 32 ordinanze cautelari tra cui Viterbo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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