Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Fu sottoposta a controlli dopo un incidente da sola e senza feriti - Rischia il ritiro della patente

Farmacista accusata di guida in stato di ebbrezza: “Avevo fatto gli sciacqui col collutorio”

Condividi la notizia:


Viterbo - Udienza preliminare Frontini-Cavini - L'avvocato Roberto Massatani

Il difensore Roberto Massatani

Antonio Maria Lanzetti

Il consulente Antonio Maria Lanzetti

Viterbo – (sil.co.) – Farmacista finita a processo per guida in stato di ebbrezza, si difende: “Avevo fatto gli sciacqui col collutorio”. Fu sottoposta a controlli dopo un incidente da sola e senza feriti, In macchina fu trovata una bottiglia vuota di Campari. Rischia il ritiro della patente.

La sorprendente giustificazione è emersa durante l’esame dell’imputata, una 75enne che il pomeriggio del 6 novembre 2020 fu coinvolta in un incidente, in seguito al quale la polizia locale di Viterbo trovò all’interno dell’abitacolo una bottiglia vuota di Campari e la donna barcollante che emanava un forte odore di alcol.

“Intervennero anche i sanitari del 118 con l’ambulanza, ma la conducente non fu portata in ospedale, per cui le facemmo il precursore sul posto dopo di che, essendo risultato positivo, andammo presso il comando della polizia stradale per gli ulteriori accertamenti strumentali con l’etilometro, che noi non avevamo in dotazione”, ha spiegato uno degli agenti della municipale di via Monte Cervino, sentito come testimone davanti al giudice Jacopo Rocchi.

All’imputata fu contestato un tasso alcolemico pari a 1,92 g/l. “Se così fosse stato non le avrebbero riaffidato l’auto per tornare a casa”, ha sottolineato il difensore Roberto Massatani, mettendo in dubbio la funzionalità dell’apparecchiatura. 

L’imputata, dicendo di essere una farmacista, ha spiegato di essere finita con la macchina sul fianco sinistro a causa della strada stretta: “Andavo di fretta, perché stavo correndo a casa di mia figlia che mi aveva chiamato per dirmi che si stava sentendo male”.

La bottiglia vuota di Campari, invece, “era una bottiglietta e stava in macchina perché dovevo buttarla nella differenziata del vetro”. L’odore di alcol: “Soffrivo di gengivite e avevo fatto gli sciacqui con un collutorio alcolico per bloccare il sangue e attutire il dolore”. Il barcollamento: “Avevo pranzato da poco e soffro di digestione lenta, inoltre assumo dei farmaci che danno sonnolenza”. 

A tal proposito la difesa ha prodotto due perizie mediche di parte, affidate al dottor Giovanni Battista Laurenti e Antonio Maria Lanzetti, quest’ultimo sentito in aula: “Un tasso di 1,92 è un tasso impossibile, incompatibile con le condizioni della conducente così come descritte dagli operanti. Non sarebbe stata in condizioni da poterle riaffidare la macchina per tornare a casa”, ha sottolineato Lanzetti.

Il giudice Rocchi, convenendo col difensore sul fatto che nel verbale non risultano verifiche dell’avvenuta revisione annuale dell’etilometro, ha rinviato il processo a marzo per la discussione.

L’imputata rischia, in caso di condanna, il ritiro della patente.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
7 febbraio, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/