Civita Castellana – (sil.co.) – Succhiavano benzina dalle auto in sosta. Per pochi litri di carburante sono finiti a processo per furto aggravato dallo scasso due inediti topi d’auto. Perdonati dalle vittime, sono stati prosciolti.
Imputati, due ladruncoli sorpresi nel 2020 mentre succhiavano benzina dalle vetture in sosta in un parcheggio di Civita Castellana.
In tutto avrebbero prelevato circa 10 litri di benzina da piccole utilitarie, che anche col caro petrolio attuale non supererebbero i venti euro di valore. Ma tant’è, sempre di furto aggravato dalla violenza sulle cose si tratta.
Era una notte del mese di settembre di cinque anni fa quando è scattato l’allarme che nel parcheggio si aggiravano due individui intenti a fare “rifornimento” col tubicino.
Vittime i proprietari di due vetture che, avvisati dai carabinieri, hanno sporto denuncia, salvo perdonare successivamente gli imputati, non presentandosi al processo per chiederne espressamente la condanna come prevede l’attuale normativa.
Venute meno le parti offese, il giudice Giovanna Camillo, come chiesto dal pm e dal difensore Angela Manzi, ha prosciolto gli imputati con la formula del “non luogo a procedere” per remissione tacita di querela, trattandosi di un reato procedibile solo su richiesta espressa della vittima.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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