Caprarola – La Trattoria del Cimino premiata come Lazio terroir ambassador al Roma wine expo 2025.
Samuele Calistri
“Quando la nostra Trattoria, ma come molte altre realtà, riceve un premio dobbiamo pensare che si tratta di un riconoscimento che dobbiamo a chi, prima di noi, ha costruito ciò che oggi esiste – spiega il sommelier Samuele Calistri -. Ecco la nostra chiave di lettura: partire dalla riconoscenza, da ciò che ci è stato donato dai nostri cari, da chi ci ha preceduto e portarlo avanti con studio e passione per il territorio, vero protagonista indiscusso di quello che è ai miei ed ai tanti occhi di queste zone, il vero protagonista. Le nostre 120 etichette di vino territoriali lo dimostrano“.
“Senza la storia millenaria, la realtà paesaggistica, la natura e la terra con i suoi prodotti, noi oggi non saremmo impegnati a testimoniare nulla se non noi stessi – prosegue -. Sarebbe potenzialmente interessante per il proprio ego, ma nulla di più. Lo trovo e lo troveremmo fortemente limitativo ed è per questo che, da qualche anno ormai, abbiamo avviato questo percorso di studio, recupero ed innovazione sui vini come sui prodotti gastromici ormai dimenticati o a qualcuno addirittura sconosciuti. Ora partendo dall’attività di ristorazione intendiamo impegnarci, anche con l’ausilio ed il sostegno delle pubbliche amministrazioni partendo dal comune di Caprarola, delle organizzazioni sindacali e datoriali di categoria e del settore, in un percorso che ponga al centro un Sistema- Tuscia credibile, visibile, condivisibile ed amabile”.
Dopo il prezioso riconoscimento, quindi, la speranza e la voglia di creare un progetto ancora più ambizioso. “Vogliamo avviare, oltre ad una più consapevole esistenza e condivisione di questo territorio, anche l’aspetto emozionale che apparentemente può sembrare allo stato attuale come una semplice coreografia – prosegue Calistri -. Attraverso la storia del nostro territorio fatta di tanti elementi, popoli ed eventi, dobbiamo avere l’ambizione di diffondere di quante componenti è costituito questo meraviglioso spazio intorno a noi che si chiama Tuscia e di farlo diventare un vero “ponte” tra la Toscana, l’Umbria e Roma Capitale, per dimostrare che non siamo non solo un “ponte” ma il filo conduttore di una grande storia e di un grandissimo futuro da proiettare nel resto d’Italia e nel mondo”.
“La cultura, la conoscenza di un territorio in Italia viene testimoniata anche per l’infinita biodiversità che possiamo riscontrare in un unico luogo: la tavola. Attraverso questa amabile realtà vogliamo creare all’interno del nostro territorio circuiti sempre più visibili sotto il profilo della conoscenza e della condivisione, fino a farla propria ed a diventare parte di tutto questo. Con Amore” conclude.
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