Viterbo – (sil.co.) – A Viterbo un caso di “body shaming ” in famiglia, col nonno che umilia la nipote dicendole quanto è brutta solo perché ha le bolle.
Il genero, nonché padre della minore, oggi 17enne, lo ha denunciato e si è costituito parte civile contro il suocero al processo per maltrattamenti pluriaggravati che si è aperto martedì davanti al collegio.
Imputato un settantenne del capoluogo che avrebbe insultato la nipotina fin da quando aveva dieci anni, dicendole: “Quanto sei brutta, fai schifo con quelle bolle in faccia, chi ti prende così?”.
L’uomo, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, è stato rinviato a giudizio lo scorso mese di settembre dal gup Savina Poli, mentre il processo entrerà nel vivo a luglio, quando sarà sentito per primo il genero, assistito dall’avvocato Paolo Labbate.
Era il 6 giugno 2022 quando il genero ha sporto denuncia nei confronti del padre di sua moglie. A febbraio di tre anni fa il suocero avrebbe minacciato la figlia, non ancora quattordicenne, di sferrarle un pugno in faccia se non avesse ubbidito all’ordine di telefonare alla nonna, l’ex moglie dalla quale ha divorziato.
Il settantenne, imputato di maltrattamenti pluriaggravati in famiglia, avrebbe avuto il vizio di simulare di alzare le mani sulla nipote facendo il gesto di percuoterla. Nel 2018, quando la piccola aveva soltanto dieci anni, l’avrebbe chiusa in bagno, insultandola e ingiuriandola, impedendo alla nonna che era presente di intervenire in soccorso della piccola.
Lo stesso comportamento avrebbe avuto anche in presenza della sorella più piccola, una bambina che oggi ha otto anni.
Del padre, avrebbe detto alla nipote che era “un coglione”. E ancora: “Fanno finta tutti di volerti bene, perché in realtà non ti vuole bene nessuno, per non creare problemi fingono”.
Adesso l’uomo dovrà rispondere al tribunale in composizione collegiale delle sue condotte nei confronti della nipote minorenne oltretutto davanti alla sorellina in tenerissima età.
– Minaccia di picchiare la nipote e la insulta dicendole “quanto sei brutta”, nonno a processo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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