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Viterbo - La donna è anche accusata di avere picchiato selvaggiamente il piccolo

Madre minaccia con un coltello il figlio di 11 anni: “Se non vai in camera, ti taglio la gola”

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Viterbo – Madre minaccia con un coltello il figlio di 11 anni: “Se non vai in camera, ti taglio la gola”. La donna è inoltre accusata di avere picchiato selvaggiamente il piccolo. Gli avrebbe tirato scarpe e bottiglie d’acqua, infine lo avrebbe preso a pugni. La vicenda è venuta alla luce il 28 novembre 2022 quando il bambino è finito al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo con lesioni che hanno insospettito i sanitari inducendo la procura ad aprire un fascicolo sulla madre.


Ospedale Santa Rosa

Viterbo – Ospedale Santa Rosa


La donna è finita a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi per il reato di maltrattamenti in famiglia, aggravati dall’età inferiore ai 18 anni del figlio. Il piccolo, nel frattempo, è stato allontanato dalla madre e affidato ai nonni, con la nomina di un curatore speciale. 

Imputata una cinquantenne, residente nell’immediata periferia di Viterbo e difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache. La donna è accusata di avere sottoposto il figlio minore a continui atti di violenza psicologica e talora fisica, attraverso il ricorso sistematico a minacce anche tramite un coltello da cucina.

In particolare, gli avrebbe rivolto espressioni tipo: “Hai cinque secondi di tempo per andare a chiuderti in camera altrimenti ti taglio la gola”. Gli avrebbe inoltre tirato scarpe, bottiglie d’acqua e lo avrebbe percosso con pugni. 

Il referto dei sanitari dell’ospedale Santa Rosa del 29 novembre di due anni e mezzo fa certifica escoriazioni in sede scapolare sinistra e dolore alla palpazione alla spalla e al braccio destro. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 aprile, 2025

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