Viterbo – (sil.co.) – “Quanto sei brutta, fai schifo con quelle bolle in faccia, chi ti prende così?”. È il caso di “body shaming” in famiglia da parte del nonno materno nei confronti della nipote, vittima di sberleffi e umiliazioni tra i 10 e i 14 anni di età, fino a quando entrambi i genitori, nel 2022, si sono decisi a denunciare il parente stretto per porre fine ad anni di vessazioni. Oltre al genero, insomma, anche la figlia dell’imputato ha denunciato l’anziano genitore.
Violenza sulle donne
Non solo il genero, ma anche la figlia ha sporto querela nei confronti del settantenne. È uno dei nuovi particolari emersi dopo l’apertura del processo al nonno settantenne di Viterbo, accusato davanti al collegio del tribunale di Viterbo di maltrattamenti pluriaggravati in famiglia.
I genitori, per la precisione, hanno denunciato l’anziano il 6 giugno 2022, dopo di che il padre della parte offesa, tuttora minorenne anche se nel frattempo 17enne, si è costituito parte civile con l’avvocato Paolo Labbate, Non sarebbe la sola vittima, dal momento che alle condotte vessatorie messe in atto dall’uomo avrebbero coinvolto anche la nonna, ex moglie dell’imputato, nonché, fatto ancora più grave, l’altra nipote, ovvero la sorella minore della parte offesa, una bambina che oggi ha otto anni e che all’epoca dei fatti era in tenerissima età.
Nel 2018, quando la piccola aveva soltanto dieci anni, il nonno l’avrebbe chiusa in bagno, insultandola e ingiuriandola, impedendo alla nonna che era presente di intervenire in soccorso della piccola. Lo stesso comportamento avrebbe avuto anche in presenza della sorella minore.
Del padre, avrebbe detto alla nipote che era “un coglione”. E ancora: “Fanno finta tutti di volerti bene, perché in realtà non ti vuole bene nessuno, per non creare problemi fingono”. Avrebbe anche avuto il vizio di simulare di alzare le mani sulla nipote facendo il gesto di percuoterla. A febbraio di tre anni fa il suocero avrebbe minacciato la figlia, non ancora quattordicenne, di sferrarle un pugno in faccia se non avesse ubbidito all’ordine di telefonare alla nonna, l’ex moglie dalla quale ha divorziato.
Il processo entrerà nel vivo a luglio con i primi testi dell’accusa. L’imputato è difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, Tra i testimoni della difesa di parte civile sono stati preannunciati anche diversi congiunti delle parti, il cui ascolto potrà chiarire il contesto in cui sarebbero avvenuti i gravi episodi contestati all’imputato.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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