Viterbo – (sil.co.) – Detenuto finisce a processo per avere ricevuto in carcere un pacco contenente droga dalla sorella. Per la precisione, un pacco pieno di hashish.
Si tratta di un italiano recluso presso la casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo che ieri ha rinunciato a comparire davanti al collegio del tribunale del capoluogo il giorno della sentenza.
Sentenza che ha visto l’assoluzione con formula piena dell’imputato dall’accusa di introduzione in carcere e detenzione aggravata di sostanza stupefacente.
Come ha fatto infatti notare il pm Flavio Serracchiani, prima ancora della difesa, l’imputato non ha mai avuto la disponibilità del pacco e di conseguenza non è mai entrato in possesso della droga inviatagli dalla sorella, in quanto il personale della polizia penitenziaria adibito ai controlli ha individuato il contenuto prima della consegna al destinatario.
Dopo una breve camera di consiglio, il collegio ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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