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Tribunale - Imputato di riciclaggio un sessantenne - Il denaro sarebbe poi finito su conti esteri

Gli intercettano un bonifico da 45mila euro e fanno sparire i soldi, vittima un commerciante

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Michele Adragna

Michele Adragna

Viterbo – (sil.co.) – Bonifico da 45mila euro “intercettato” e fatto sparire, a processo davanti al collegio per riciclaggio un sessantenne della provincia di Viterbo difeso dall’avvocato Daniele Saveri.

Presunta vittima un imprenditore della provincia di Venezia, titolare con quattro fratelli di un’attività commerciale specializzata nella vendita di mobili ed elettrodomestici.

L’uomo, che si è costituito parte civile, e che non ha mai visto in faccia l’imputato, ieri è venuto appositamente al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, assieme al suo avvocato di Milano, per raccontare la disavventura capitata alla società di famiglia.

“Avevamo due conti correnti su due banche diverse, uno dei quali solo per il fido, che quindi usiamo poco e teniamo d’occhio solo per evitare di andare sotto”, ha spiegato.

“Il 18 novembre 2020 abbiamo disposto un bonifico di 45mila euro, che però sul conto del fido non è mai arrivato. Ce ne siamo accorti dopo mesi, al momento del bilancio di fine anno. Ci siamo confrontati tra noi fratelli, ma nessuno aveva idea di che fine avessero fatto i soldi, mentre la segretaria ricordava benissimo di avere effettuato il bonifico, di cui abbiamo stampato il cartaceo”.

Sorpresa. “Sul cartaceo è spuntato il nome del beneficiario, corrispondente a quello dell’imputato, che poi avrebbe spacchettato i 45mila euro su conti esteri. Non saprei dire come abbia fatto, ma si è inserito dopo che era stato già fatto il bonifico con l’Iban del conto dell’istituto di credito cui era destinato. I carabinieri che hanno ricostruito i vari passaggi, risalendo all’imputato, hanno detto che tra l’altro non sarebbe stata né la prima né l’unica volta, ma che lo aveva rifatto”.

Il pubblico ministero Michele Adragna, sentita la parte offesa, ha chiesto l’acquisizione della denuncia, presentata a distanza di cinque mesi, il 23 aprile 2021, e di ascoltare prima della discussione almeno uno dei carabinieri della compagnia veneta che si è occupata del caso e dell’identificazione del sessantenne della provincia di Viterbo.

Si torna in aula in autunno, quando è prevista anche la sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 maggio, 2025

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