Viterbo – “Erbe infestanti ovunque, l’amministrazione Frontini aveva i soldi ma è partita in enorme ritardo con le procedure di gara”. Altro che la burocrazia italiana. Una palude, come descritta dalla prima cittadina. Per il consigliere comunale Alvaro Ricci (Pd) altre sono le ragioni e chiamano direttamente in causa chi oggi governa palazzo dei Priori. La sindaca Chiara Frontini e la sua giunta.
“Una situazione – osserva Ricci – a dir poco disastrosa del verde pubblico nel nostro comune”. Di solito gli enti faticano a trovare i soldi. A Viterbo c’erano, peccato che non siano riusciti a usarli. Risultato, il nuovo appalto è ancora da assegnare definitivamente.
Alvaro Ricci
“Non e questione di risorse disponibili – spiega Ricci – ma forse su come sono state programmate e gestite”. C’è chi si giustifica, o almeno ci prova e c’è chi invece presenta i numeri. Più difficili da contestare.
“Nel bilancio di previsione relativo al triennio 2024-2026 – ricorda Ricci-, l’amministrazione stanziò un importo considerevole, quattro milioni e 370mila eur. Precisamente, un milione e 170mila euro per l’anno 2024, un milione e 600mila euro per il 2025 e altrettanto per il 2026”. Se i soldi ci sono e non si riesce a spenderli, hai voglia a chiamare in causa la palude burocratica.
Altri sono stati i problemi per Ricci: “Il primo è il ritardo enorme che si è verificato con l’adozione della delibera della giunta comunale, datata marzo 2024, quattro mesi dopo l’approvazione del bilancio di previsione. Sono stati dati gli indirizzi indispensabili per la redazione da parte degli uffici del capitolato speciale d’appalto, indispensabile per la redazione e pubblicazione del bando di gara e relativo disciplinare. Tutto questo è avvenuto, se non ricordo male, a estate 2024 e attualmente in corso di definizione per la scelta del contraente”.
Di questo passo: “Ragionevolmente si può prevedere che la sottoscrizione del contratto e relativo inizio dei lavori di manutenzione del verde non avverrà prima di luglio/agosto prossimi, a estate inoltrata e con tutti i disagi e danni di immagine per la città che è facile immaginare”, sentenzia Ricci.
Non manca un fatto interessante: “L’appalto in corso riguarda il biennio 2025/2026 – continua Ricci – l’anno 2024 ce lo siamo lasciati alle spalle con tutti i problemi del verde”rimasti pressoché irrisolti, nonostante la cifra disponibile di un milione e 170mila euro. Somma che per affidamenti diretti, li definirei tampone, è stata spesa più o meno la metà e il resto è andato in economia.e quindi soldi non più disponibili”. Insomma, i soldi c’erano ma non sono stati spesi e l’erba cresce.
C’è poco da aggiungere a uno scenario paradossale, secondo Ricci: “Di fronte a una situazione cosi grave, si hanno le risorse e non si spendono? E qui che la giunta ha le sue responsabilità politiche che non vanno scaricate in toto alla “palude della burocrazia” (copyright sindaca Frontini)”.
Almeno avessero perso tempo per arrivare, chissà quando, a un provvedimento efficace, sarebbe mezzo male. Probabilmente non sarà così. “Gli indirizzi dati con la deliberazione della giunta municipale di cui parlavo – prosegue Ricci – ai quali i dirigenti devono attenersi, appaiono, a mio giudizio, inadeguati e inefficaci ad affrontare razionalmente il problema e assunti, come detto con molto ritardo”.
Come suo costume, tuttavia, Alvaro Ricci non si ferma alla critica, ma avanza le sue idee su come la situazione andava gestita: “Sempre a mio modesto parere, la gestione della manutenzione del verde andava affrontata in altro modo, dando indirizzi adeguati agli uffici chiamati a predisporre la gara.
La manutenzione di pratogiardino Lucio Battisti, proprio per la sua particolarità e bellezza e tutela, andava affidata con apposita procedura e non inserita nel bando generale. Lo stesso per la gestione degli altri parchi e spazi verdi delle scuole, suddivisi per la città e le sue frazioni. Il resto, quindi marciapiedi strade, rotonde e altri spazi da trattare con il bando generale. Certamente con adeguate motivazioni, non difficili da sostenere, per non incorrere nel divieto di frazionamento artificioso dell’appalto.
Ci sarebbero stati diversi bandi specialistici e puntuali su situazioni diverse e i minori importi posti a base di gara avrebbero facilitato e di molto, le procedure e quindi i tempi per l’aggiudicazione dei lavori”.
Invece, hanno preferito il verde. Poco importa che sia quello di rovi ed erbacce. “Un maggiore ascolto della minoranza e in particolare del gruppo consiliare del Partito democratico – conclude Ricci – che più volte e in maniera molto chiara e forte aveva previsto che cosi facendo si sarebbe corso il rischio, poi divenuto realtà, di vedere la città e le sue frazioni invase dall’erba, nonostante i 4milioni e 370mila euro stanziati”.
Giuseppe Ferlicca
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