Orte – (sil.co.) – Il 30 ottobre di tre anni fa, nel 2022, si schiantò con la macchina contro il muretto di un agriturismo a Orte senza coinvolgere altre vetture.
Sul posto accorsero carabinieri e 118 e l’automobilista, un 49enne del posto, fu portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo, dove fu medicato con una prognosi di 5 giorni e sottoposto agli accertamenti di rito per vedere se fosse stato alla guida e avesse provocato un incidente sotto l’effetto di sostanze.
Dopo una decina di giorni il 49enne fu denunciato per guida in stato di doppia alterazione, essendo risultato positivo alla cocaina e con un tasso alcolemico di 1,2.
Il processo, cui l’imputato non era presente perché nel frattempo si sta disintossicando a San Patrignano, si è concluso mercoledì con una condanna a 6 mesi di arresto e un anno di sospensione della patente davanti al giudice Jacopo Rocchi, con la caduta dell’aggravante della guida sotto l’effetto di stupefacenti, non essendo possibile stabilirne il momento dell’assunzione ma solamente la presenza.
La stessa accusa, chiedendo una condanna a 8 mesi di reclusione e 5mila euro di ammenda, aveva escluso l’aggravante della droga, mentre la vettura non è stata confiscata in quanto intestata anche alla madre dell’imputato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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