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Morte Lisa Federico - Sono accusati di omicidio colposo - Chiesta dai genitori della ragazza, che aveva 17 anni, l'imputazione coatta del primario

Figlia sovrintendente Eichberg morta dopo trapianto, due medici in attesa dell’abbreviato

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Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico

Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico

Maurizio Federico su Report

Maurizio Federico su Report

Viterbo – (sil.co.) – Lisa morta a 17 anni in seguito a un trapianto di midollo, il procedimento in corso a Roma è al punto che  le difese hanno chiesto il rito abbreviato per i due medici del Bambino Gesù accusati di omicidio colposo, mentre mamma Margherita Eichberg e papà Maurizio Federico hanno chiesto l’imputazione coatta nei confronti del primario del reparto.

A distanza di quattro anni dal decesso della giovane non si è ancora chiusa la vicenda giudiziaria e con essa la battaglia dei genitori “per avere verità” e per “impedire che casi come quello accaduto a loro possano ripetersi ancora”. A ripercorrere la vicenda, lo scorso marzo, è stata la trasmissione Report di Rai 3 che ha raccolto la lunga e toccante testimonianza dei genitori che il 3 di ogni mese si ritrovano davanti alla struttura ospedaliera per ricordare la figlia.

Tutto ha avuto inizio a giugno del 2020, quando Lisa, 17 anni, ha subito un incidente con il monopattino. Un brutto livido ha spinto i genitori  – la sovrintendente all’Etruria meridionale e il marito biologo – a portarla al Bambino Gesù, dove le è stata diagnosticata una malattia del sangue. La patologia, pur comportando bassi livelli di piastrine, non avrebbe presentato “particolari fattori prognostici avversi”. Lisa è rimasta ricoverata per 51 giorni, durante i quali è stata sottoposta a una terapia antibiotica. Tuttavia, i medici hanno deciso  fin da subito di sottoporla a un trapianto di midollo.

A luglio la ragazza è uscita dall’ospedale e ripreso la sua quotidianità, ma a ottobre ha ricevuto una chiamata: era stata trovata una donatrice in Germania. Tuttavia, sembra che il midollo avesse poche cellule staminali, la donatrice era più anziana e magra di Lisa, con un gruppo sanguigno diverso dal suo. Il 7 ottobre la giovane è stata ricoverata per il trapianto e le sono stati infusi “350 millilitri di globuli rossi incompatibili”. Le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. Dopo l’intervento, ha sviluppato una polmonite resistente agli antibiotici e, dopo 16 giorni di sofferenza e due arresti cardiaci, è morta.

I genitori sono riusciti a sporgere denuncia solo un anno dopo e la procura di Roma ha aperto un fascicolo. Nel 2022 il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti di due medici, i cui legali hanno optato per il rito abbreviato. Parallelamente, è stata chiesta l’archiviazione della posizione del primario. Margherita Eichberg e Maurizio Federico si sono opposti con forza alla decisione, e a giugno scorso il giudice ha disposto approfondimenti sul ruolo del primario.

“Le tre vite di Lisa”, nel frattempo, è il titolo del libro che racconta i suoi ultimi giorni, rivissuti da tre punti di osservazione, a partire dall’adozione in Ucraina fino al suo ultimo respiro nella “Zona Rossa” dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. “La prima – spiega il papà – durata un soffio, si è esaurita nel distacco forzato dalla madre naturale e l’abbandono in orfanotrofio; la seconda è durata quei pochi giorni che impiegò a svanire l’illusione di aver trovato dei genitori adottivi. La terza vita, una volta finalmente adottata, si è conclusa nelle fauci dell’eccellenza ospedaliera italiana”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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20 maggio, 2025

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