Il corteo ha voluto ricordare le decine di migliaia di vittime a Gaza, i bambini morti sotto le bombe, i corpi sepolti sotto le macerie, le famiglie distrutte dall’assedio. I lenzuoli bianchi, portati da ciascun partecipante, hanno rappresentato idealmente i sudari in cui vengono avvolti ogni giorno i corpi dei palestinesi. Un segno semplice, ma potente, per dare visibilità a ciò che spesso viene ignorato.
Viterbo – In 300 con lenzuoli bianchi per Gaza, silenziosa marcia della pace
A promuovere l’iniziativa a livello nazionale sono stati nomi come Paola Caridi, giornalista, Micaela Frulli, docente di diritto internazionale, Tomaso Montanari, storico dell’arte e saggista, insieme ad altri intellettuali e accademici. L’obiettivo: riempire piazze, strade, finestre e social di lenzuoli bianchi, per non far calare il silenzio sulla tragedia di Gaza e su ciò che potrebbe avvenire nelle prossime settimane. Secondo l’Onu, infatti, oltre 14.000 bambini rischiano di morire di fame.
La data scelta per la manifestazione viterbese ha coinciso con la Festa del Volontariato, ulteriore occasione per riflettere sul valore dell’impegno civile. “La speranza – ha ricordato papa Francesco, citato dai promotori – è incompatibile col quieto vivere di chi non alza la voce contro il male e contro le ingiustizie consumate sulla pelle dei più poveri”.
Un’iniziativa composta e partecipata, che ha dato voce, in silenzio, a chi voce non ha più.

















