Viterbo – (sil.co.) – “Mia cognata? Telefono sigarette e Tik Tok”. A dirlo ieri in tribunale la sorella quarantenne di un operaio d’origine romena residente in un centro dell’Alta Tuscia, a processo per maltrattamenti aggravati davanti al collegio del tribunale di Viterbo. La ex si è costituita parte civile al processo.
Violenza di genere – foto di repertorio
La sorella dell’imputato, citata come testimone dal difensore Patrizia Ruzzi, si è trasferita nel Viterbese dal litorale laziale nel 2021. “All’inizio andava tutto bene, con mia cognata, ci vedevamo tutte le sere per andare al parco coi figli, prendevamo il gelato, i gratta e vinci, le sigarette. Il fine settimana, invece, facevamo le braciate all’orto con le rispettive famiglie”,
Poi a guastare la festa sarebbe arrivato Tik Tok. “Io per lavoro facevo avanti e indietro da Roma tutti i giorni, mio fratello indossava sempre i vestiti da lavoro, mentre lei non faceva niente tutto il giorno. Passava il tempo col telefono in mano, a giocare su Tik Tok. Fino a quando non mi ha chiesto un prestito di 100 euro per uno che aveva conosciuto sul social, perché non poteva chiederli a suo marito cioé a mio fratello”, ha proseguito la donna.
Era la fine del 2022. “Io l’ho avvertita, le ho detto ‘attenta, 100 euro sono tanti, guarda che hai cinque figli”. La coppia sarebbe entrata in crisi e non si sarebbe più ripresa. “Lei lo minacciava, ‘ti mando in galera, ti levo i figli, la paghi’. Poi è andata in casa famiglia, ma già gli ultimi tre mesi lui si era trasferito da noi. Mia cognata nel frattempo ha trovato un altro su Tik Tok e dopo averlo denunciato e essersene andata coi figli non abbiamo più visto né lei, né loro. Anche mio fratello ora vive con un’altra donna”.
Discussione e sentenza a gennaio dell’anno prossimo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY