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Corte d'appello - L'amministrazione di Vetralla dovrà risarcire la vittima con oltre oltre 600mila euro

Motociclista gravemente ferito per una strada dissestata, comune condannato

di Silvana Cortignani
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Vetralla – A distanza di tredici anni da un gravissimo incidente stradale a causa di una buca lungo una strada alberata e dissestata di Vetralla, un motociclista all’epoca 34enne si è visto riconoscere dalla corte d’appello di Roma (nella camera di consiglio del 10 giugno 2025) un risarcimento di 624.977,37 euro da parte del comune. “Si tratta di un giovane centauro, oggi di 47 anni, che finì ricoverato per due mesi al policlinico Gemelli di Roma, fu sottoposto a diversi e dolorosi interventi chirurgici e riabilitativi, vittima di 13 anni di ingiustizie e portatore di invalidità permanente”, sottolinea l’avvocato Giovanni Bartoletti, che lo assiste col collega Pietro Laici.

L’incidente stradale è avvenuto il 4 luglio 2012, alle ore 12,15 circa, mentre la parte offesa percorreva con un motociclo via Croce Pasquini, in direzione via Sant’Angelo, all’altezza del civico 14. Gravissimo gli esiti del politrauma riportato, con postumi quantificati nella misura del 60-62% complessivamente, mentre la durata dell’inabilità temporanea è stata accertata come totale per 65 giorni e al parziale al 75% per 120 giorni.

“Il mio assistito, dopo avere perso il controllo del mezzo a causa del manto stradale dissestato, e in particolare di un dosso all’altezza del civico 14, è rovinato a terra”, spiega Bartoletti, ricordando come nel 2017 la sentenza di primo grado del tribunale di Viterbo abbia dato ragione al comune di Vetralla, secondo cui la caduta era addebitabile esclusivamente alla condotta imprudente del centauro.


L'avvocato Giovanni Bartoletti

L’avvocato Giovanni Bartoletti


“Per il tribunale di Viterbo il sinistro si era verificato per caso fortuito, coincidente con la condotta imprudente e disattenta del mio assistito, desumendo che andasse oltre i 30 chilometri orari. Non solo. Essendo emerso che  l’avvallamento del manto stradale era in corrispondenza della parte centrale della carreggiata, gli è stata addirittura rilevata una violazione dell’art. 143, comma 1, del codice della strada, che impone l’obbligo di circolare il più possibile vicino al margine destro della carreggiata”.

“L’impatto col dosso – ricorda Bartoletti, sottolineando che si è perfino detto che essendo del posto la parte offesa doveva conoscere lo stato dissestato della strada e regolarsi di conseguenza – emergeva già dalla ricostruzione del consulente di parte sulla base dei rilievi effettuati dai carabinieri intervenuti, secondo cui la strada presentava anche altre anomalie. A riprova della velocità moderata, il fatto che il corpo non sia stato proiettato lontano, ma sia stato trovato vicino al mezzo”. 

“In sostanza abbiamo contestato la mancata manutenzione della strada ad opera del comune di Vetralla, quale obbligo gravante sul custode della strada per eliminare le fonti di pericolo che in base alla segnaletica era nota già dal 2010”, sottolinea Bartoletti.

“Effettivamente ad un certo punto vidi la moto che mi precedeva sobbalzare e quindi il conducente perdere il controllo del mezzo, rovinando a terra senza tuttavia essere sbalzato dal sellino. Vidi che la moto dopo essere caduta a terra scarrocciò sull’asfalto fermandosi presso una cunetta, senza urtare alcun ostacolo. il sobbalzo della moto fu dovuto al fatto che le ruote erano passate su una cunetta”, ha riferito un testimone. 

“L’ente proprietario di una strada si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanente connesse alla struttura e alla conformazione della stessa e delle sue pertinenze, fermo restando che su tale responsabilità  può influire la condotta della vittima la quale, però, assume efficacia causale esclusiva soltanto ove sia qualificabile come abnorme, cioè estranea al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto, potendo, in caso contrario, rilevare ai fini del concorso causale”, si legge nelle motivazioni della sentenza. 

Silvana Cortignani


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17 giugno, 2025

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