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Tribunale - La vittima racconta in aula un decennio di vessazioni

Dopo anni di violenze, denuncia l’ex solo quando l’ha visto schiaffeggiare uno dei figli

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Viterbo - Giuliano Migliorati

Il difensore Giuliano Migliorati

Viterbo – ( sil.co.) – Nonostante un decennio di vessazioni, sarebbe stata troppo innamorata per lasciarlo. Fino a quando il 7 settembre dell’anno scorso l’ormai ex compagno non avrebbe dato uno schiaffo a uno dei figli e lo ha denunciato.

È entrato nel vivo ieri davanti al collegio, con la testimonianza della presunta vittima, il processo col giudizio immediato per maltrattamenti aggravati al collega militare con cui la donna ha allacciato una relazione nel 2014, sottoposto da settembre al divieto di avvicinamento col braccialetto.

“Eravamo in missione insieme. Dopo otto mesi conviviamo. Fin dal primo anno però mi dava della zoccola e della puttana, mi diceva che avevo le spalle larghe e il culo piatto, che parlavo troppo, che le altre erano meglio di me. Ma io ero innamorata e gli perdonavo tutto”, ha detto la parte offesa, una 42enne.

A fine 2017 lui ha chiesto il trasferimento da Roma a Viterbo e si sono lasciati. “Nel 2018 siamo tornati insieme e abbiamo avuto tre figli. Lui però era un padre-padrone, faceva quello che gli pareva, trascorreva i weekend da solo con i suoi amici, mi ha aggredito due volte ma io l’ho sempre perdonato per amore, anche quando mi ha dato un cazzotto mentre allattavo perchè gli avevo detto che ero di nuovo incinta”, ha proseguito.

Dal 2022 gli episodi di violenza fisica si sarebbero moltiplicati, così come i lascia e prendi della coppia, fino al 2 aprile 2023: ” Lui voleva fare sesso e io no, perché era ubriaco. Allora mi ha rotto un braccio, ma in ospedale ho detto che ero caduta dalle scale. Poi durante la convalescenza è tornato a casa per aiutarmi coi figli, mentre io ancora speravo che tra noi potesse funzionare. Invece era sempre rabbioso, spaccava tutto, poi se n’è andato”.

Finita la convalescenza sarebbe dunque finito per sempre anche il rapporto. “Lui se ne è andato definitivamente, passava solo a prendere i figli, ma senza una regola, come pareva a lui. Ed era un problema. Loro non volevano andare col padre, volevano pure la mamma. Ci sono stati diversi episodi di tensione”, ha proseguito la donna, interrogata dal pm Michele Adragna, spiegando che ora tra l’ex e i bambini ci sono solo incontri protetti.

Il 20 agosto 2024 ha registrato i figli: “Mentre mi dicevano che il padre aveva sferrato un calcio sulla schiena di uno di loro per una spinta al fratellino”. Il 7 settembre la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “È venuto a prendere i figli e io ero al balcone. Lo stesso picchiato pochi giorni prima, gli ha detto che voleva restare e lui gli ha dato uno schiaffo. Si sono messi tutti a piangere e io l’ho denunciato. A me poteva menarmi quanto gli pareva, ma non a loro”, ha concluso.

Dopo di che è cominciato il durissimo contro esame del difensore Giuliano Migliorati, che ha proposto al pm e al collegio una verità molto alternativa, scontrandosi con la versione fornita dalla parte offesa.

Il delicato interrogatorio della difesa riprenderà la prossima settimana.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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1 luglio, 2025

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