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Tribunale - Nessun dolo secondo l'accusa, che ha chiesto il proscioglimento - La donna è parte civile nel processo all'ex

Vittima di stalking non ha mai depositato una delicata perizia, assolta psichiatra forense

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L'avvocato Claudia Polacchi

Il difensire Claudia Polacchi

Viterbo – (sil.co.) – È stata assolta ieri dal collegio la psichiatra vittima di stalking da parte dell’ex, finita a processo per non avere mai consegnato una delicata perizia disposta dal tribunale su un indagato in misura di custodia cautelare dopo avere chiesto molte proroghe.

Era imputata di avere indebitamente rifiutato un atto del suo ufficio, ma la stessa accusa, rappresentata dal pm Massimiliano Siddi, ha chiesto l’assoluzione con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, perché in sostanza è emerso come non ci fosse dolo, ma solo dolore come sottolineato dalla difesa, dietro le condotte da cui è scaturito il procedimento. “Il mio errore è stato non chiedere la revoca dell’incarico”, ha ammesso l’imputata, rilasciando spontanee dichiarazioni al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi.

L’avvocato Claudia Polacchi ha consegnato prima della discussione i certificati che provano lo stato di prostrazione fisica e psicologica della dottoressa all’epoca dei fatti, confermato da numerosi testimoni, tra cui diversi colleghi dell’imputata. All’epoca dei fatti, tra il 2020 e il 2021, la psichiatra è stata aggredita due volte fisicamente dal suo ex, una penitenziario a processo davanti al giudice Caterina Mastropasqua. Era lo stesso periodo della richiesta di proroghe.

“Mia figlia era sotto shock per quello che le stava succedendo con l’uomo con cui aveva allacciato una relazione sentimentale, naufragata nel peggiore dei modi”, ha riferito la madre della donna, parte civile nel processo all’ex con l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta.

Il penitenziario, a processo col giudizio immediato per stalking e lesioni in seguito alla denuncia-querela sporta dalla presunta vittima il 16 settembre dell’anno scorso, è attualmente ristretto agli arresti domiciliari in seguito all’aggiornamento della misura per avere violato due volte il divieto di avvicinamento alla parte offesa. Il dibattimento riprenderà nelle prossime settimane.

Sia la madre che gli altri testimoni della difesa hanno riferito come la dottoressa, tra giugno e dicembre 2021, avesse sia problemi di salute, sia problemi di forte disagio psicologico a causa delle aggressioni subite dal suo ex. “È stata aggredita due volte fisicamente – hanno spiegato – per il suo compleanno e poco prima di Natale. era sotto shock per quello che le stava succedendo con l’uomo con cui aveva allacciato una relazione sentimentale, naufragata nel peggiore dei modi”.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 luglio, 2025

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