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Tribunale - Processo nel vivo con la testimonianza della parte offesa - Il militare è imputato di lesioni personali - Rinviata la proiezione in aula del video - VIDEO

Carabiniere filmato mentre schiaffeggia un trentenne, la vittima: “Mi fidavo del maresciallo”

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Castiglione in Teverina – (sil.co.) – Non c’è stato il tempo di proiettare in aula il video di 13 secondi in cui si vede l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Castiglione in Teverina dare uno schiaffo a un 34enne, facendogli volare gli occhiali da vista per terra, ripreso dalla telecamera di sicurezza del videocitofono di casa del ragazzo che poco prima si era rifiutato di aprire a due militari dando dello “stronzo” a uno di loro che l’ha riferito al maresciallo.


Castiglione in Teverina - Lo schiaffo del maresciallo ripreso dalla telecamera

Castiglione in Teverina – Lo schiaffo del maresciallo ripreso dalla telecamera


Erano circa le 9 del mattino del 14 agosto 2023. La vicenda è stata ripercorsa ieri davanti al giudice di pace penale Mauro Fagioni dalla parte offesa, Michael Abatecola, parte civile con l’avvocato Emilio Lopoi contro Fabio Ceccarelli, a processo per lesioni personali e difeso da Angelo Di Silvio.

Quando il maresciallo è intervenuto sul posto, il ragazzo gli ha aperto subito la porta.”Non ho fatto in tempo a rispondere alla sua domanda, ‘a chi hai detto stronzo?’, che il maresciallo mi ha dato una pizza, poi mi ha condotto in caserma dicendo che mi avrebbe portato in carcere per resistenza”, ha raccontato, spiegando che quando, dopo il pronto soccorso,  è andato al commissariato di Orvieto a sporgere denuncia, “non credevano che fossi stato schiaffeggiato da un carabiniere”.

“La polizia mi ha creduto solo quando ho mostrato loro il video dello schiaffo”, ha proseguito, aggiungendo che, passato Ferragosto, la mattina del 16 agosto di buon’ora, per paura di ritorsioni, ha preso un pullman per Viterbo e non è più tornato a vivere a Castiglione in Teverina, ricordando anche la sua invalidità civile a causa di un tragico incidente avvenuto nel 2013 che gli ha lasciato danni permanenti, di cui l’imputato è a conoscenza.

“Mi fidavo del maresciallo, lo conoscevo fin da bambino”, ha sottolineato il 34enne. I carabinieri erano andati a bussargli in seguito a una lite con una vicina: “Sono venuti buttando quasi giù la porta, solo dopo hanno suonato, intimandomi di aprire e scendere, il che non mi pareva adeguato a una discussione verbale dalla finestra, non mi sentivo tenuto ad aprire, avevo paura, temevo le botte, così quando hanno detto ‘chiamiamo il maresciallo’ mi sono sentito sollevato, sono corso ad aprirgli… volevo dirgli che c’era il citofono con la telecamera, invece mi ha dato lo schiaffo”.

L’imputato, oltre ad avere dato dello stronzo a un carabiniere, li avrebbe minacciati di turare loro l’olio bollente: “Era un modo di dire, ‘che devo tirarvi l’olio bollente?’, perché si erano piazzati sotto casa”. 

Il processo, entrato nel vivo ieri dopo che la parte offesa ha rifiutato un’offerta di 400 euro di risarcimento, “senza nemmeno una lettere di scuse”, riprenderà a dicembre.


 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 luglio, 2025

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