Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Multato dalla municipale per avere superato di circa venti chilometri il limite di velocità, a distanza di sette anni si è visto annullare definitivamente il verbale nonostante il comune interessato abbia presentato ricorso in appello e anche in cassazione.
È stato bocciato dalla suprema corte il ricorso del comune di Soriano nel Cimino contro un automobilista difeso dall’avvocato Roberto Alabiso. Il conducente aveva già ottenuto dal giudice di pace di Viterbo l’annullamento del verbale con cui, il 3 dicembre 2018, la polizia locale gli aveva contestato il superamento di 20,20 km/h del limite di velocità di 90 km/h, imposto dall’ente proprietario della strada extraurbana secondaria dove era stata commessa l’infrazione.
Sentenza impugnata una prima volta dalla pubblica amministrazione, ma confermata il 27 settembre 2022 in appello dal tribunale di Viterbo, accogliendo il motivo di ricorso relativo alla mancanza di contestazione immediata e ritenendo corretto il convincimento del giudice sulla non validità della motivazione riportata nel verbale relativa alla sussistenza dei presupposti per non procedere alla contestazione immediata dell’infrazione.
Il comune di Soriano nel Cimino non si è arreso, ricorrendo anche alla suprema corte che, dichiarando improcedibile il ricorso, ha condannato la pubblica amministrazione al pagamento delle spese del giudizio di legittimità a favore dell’automobilista, liquidate in 800 euro per compensi, oltre a 200 euro per esborsi e agli accessori di legge nella misura del 15%, condannando altresì il comune al pagamento a favore della parte controricorrente di una somma ulteriore di 500 euro equitativamente determinata, nonché al pagamento di 500 euro in favore della cassa delle ammende.
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