Ronciglione – Il cosiddetto “Tortorello Gate” è esploso con tutta la sua forza a Ronciglione. A seguito di quella che doveva essere la prima sagra del paese dedicata al tortorello e al tozzetto, rispettivamente il primo e il dolce tipici di Ronciglione. Va detto che in realtà esiste già da anni un’altra sagra, ben organizzata con il nobile scopo di restaurare la chiesa di Santa Lucia, che si trova in territorio di Caprarola, ma è gestita con cura dall’Associazione Santa Lucia e dal suo presidente Armando Gianforte.
Tornando al Tortorello Gate, lo scandalo coinvolge un po’ tutte le istituzioni del paese a partire dal comune, che ha concesso il patrocinio e sostenuto l’evento, mettendo la faccia di alcuni amministratori che invitavano i turisti a Ronciglione per degustare i prodotti tipici. Poi c’è la Proloco, che, invece di promuovere il territorio e tutte le iniziative, lo fa solo per le sue e quelle dei suoi amici, senza curarsi del tessuto economico del paese, a parte il Carnevale quando è tempo di sponsor. E ancora, c’è Radici Eventi, un ramo della Radici Onlus, onnipresente a tutti gli eventi e che ha curato la direzione artistica della sagra. A capo di tutto c’è la neonata associazione Proronciglione, presieduta da Filippo Censi, un giovane poco più che ventenne di Fabrica di Roma, senza esperienza e parente del ristoratore dove sono stati girati molti spot e che ha salvato la sagra fornendo il 50% del prodotto necessario.
Lo scorso 8 agosto l’intervistato al presidente dell’associazione organizzatrice, Censi, che aveva detto che prima di rivolgersi all’esterno aveva contattato i produttori di pasta locali per i tortorelli e i forni per i tozzetti. Noi, anche se titubanti, avevamo preso per buone le sue dichiarazioni perché, come mi insegna il mio maestro Carlo Galeotti, nel giornalismo servono le prove, proprio come in un tribunale. È bastato che io condividessi la notizia sulla mia bacheca Facebook, come faccio sempre, perché la verità venisse a galla. Tre dei pastai di Ronciglione non sono mai stati contattati e uno che ha provato a chiamare gli organizzatori è stato liquidato con la frase “abbiamo già preso impegni con un’azienda toscana”. Per quanto riguarda i tozzetti, abbiamo la dichiarazione di Raffaele Stella del forno Micheli, che si era reso disponibile e aveva anche fornito un preventivo.
Ecco le parole dei pastai di Ronciglione, pubblicate nei commenti del mio post su Facebook con il precedente articolo:
Raffaele Stella: “Per quanto riguarda il forno Micheli, siamo stati contattati a ottobre scorso per un preventivo riguardo i tozzetti. Ovviamente abbiamo risposto, ma non siamo più stati contattati. Per quanto riguarda invece la fornitura dei tortorelli, nessuno ci ha mai contattato. Certo, ora leggo che hanno fatto ‘tutto mio tutto mio…'”
PastaPreziosa: “Da noi non è venuto nessuno a chiedere informazioni per un’eventuale fornitura di tortorelli. Questo è quanto! Bastava poco, chiedere un preventivo e poi magari non accettarlo avrebbe disinnescato tutte le polemiche. Tutti noi pastai di Ronciglione abbiamo negato quello che è stato dichiarato… sta alle persone credere a uno o agli altri. Era opportuno chiarirlo!”
Cristina Vettori: “Ti ringrazio per avermi citata nel tuo articolo e ribadisco, come detto, che senza essere interpellati in alcun modo e maniera è difficile anche fare il 10% delle cose… Con questo mio commento la chiudo qui e faccio i miei complimenti alla riuscita della festa e a chi ha prodotto i tortorelli… PEACE AND LOVE”.
Espressamente Saso: “Caxxate. Io personalmente, e sono ronciglionese purosangue, li ho contattati 2 volte e ho parlato con 3 persone”.
E loro cosa gli hanno risposto?: “Che comunque ormai si erano organizzati con questa azienda toscana”.
Qual è la morale di questa storia? Che una sagra deve coinvolgere un intero paese e non solo una via di 250 metri. Deve essere per l’uso e il consumo di tutti, non solo di uno. Se possibile, bisogna favorire i produttori locali. A Montefiascone e Castiglione in Teverina non prendono il vino a Capena, a costo di guadagnare qualcosa in meno. Al comune consiglio di valutare il curriculum delle associazioni prima di esporsi e, il prossimo anno, di organizzare direttamente la sagra: avete Francesco Laurenti che ha dimostrato di essere bravo.
A Stefano Ciucci e Radici Eventi, se posso permettermi, siete brave persone e tutto questo vi renderà più forti, saprete scegliere meglio. Alla Proloco dico: complimenti, siete sempre i soliti ignavi. Per chiudere, voglio dire al presidente dell’associazione Proronciglione, Filippo Censi, che sei la vera vittima innocente di questa brutta storia.
Italo Leali
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