(f.b.) – Isole ecologiche sparite da un giorno all’altro, raccolta a singhiozzo, secchi e sacchetti mai consegnati e un numero verde pressoché inutile.
I commenti di segnalazione, e di sfogo, dei lettori di Tusciaweb in risposta alla campagna “Racconta la tua differenziata…” elencano una serie esorbitante di problematiche con le quali la gran parte dei cittadini di Viterbo e delle frazioni hanno a che fare quotidianamente.
Da quello che emerge dalle decine di interventi (quasi 100 fino al tardo pomeriggio di ieri) ciò che manca più di ogni altra cosa è la comunicazione.
Tante, troppe persone non sanno quando e, addirittura, se è iniziato il porta a porta nel loro quartiere. Ad alcuni non è stato spiegato come si fa e non hanno ricevuto nessun depliant esplicativo. Altri ancora avrebbero delle domande da porre a Viterbo Ambiente, ma non sono riusciti ad avere risposte esaurienti o, peggio, non sono proprio mai riusciti a parlare con qualcuno all’altro capo del telefono.
A preoccupare, più di ogni altra cosa, è la sparizione improvvisa delle isole ecologiche in città. Trovare un secchione di qualsiasi tipo, sia di quelli per i rifiuti indifferenziati degli altri di carta, vetro e plastica, è diventata cosa rarissima. C’è chi è costretto a fare i chilometri in auto con l’immondizia nell’abitacolo alla ricerca di un cassonetto. Una vera e propria caccia al tesoro, con esiti difficilmente fortunati.
“Secondo me invece di togliere i cassonetti dovrebbero aumentarli e svuotarli più spesso – commenta Lalla – perché non ha senso toglierli in periferia dove le strade sono larghe e i camion ci passano agevolmente”. Un problema, quello dell’assenza dei secchi in città, che si presenta ancora di più per chi è di passaggio. “Un turista o una persona che sta in giro – si chiede Luca – se si compra una bottiglia d’acqua, coca cola o qualsiasi cosa sia, una volta finita dove la deve buttare? Se la può portare a spasso per mezza giornata? Così incentivate solo ad avere una Viterbo più sporca”.
E chi ha un cane e vorrebbe, giustamente, buttare gli escrementi invece di lasciarli a terra? “Prendete dei rimedi per questo – è l’appello di Catia – non possiamo portare a casa il sacchetto bisogna mettere nelle vie di Viterbo appositi contenitori”.
Poi, per la serie “a mali estremi, estremi rimedi” Marco propone la sua soluzione: “Sono favorevole alla raccolta differenziata, l’ho sempre fatta ma ora non so più dove andare a gettare l’immondizia, forse devo andare a casa del sindaco o a casa dell’assessore preposto?”.
Per tornare al servizio a domicilio, tantissime sembrano essere le zone in cui gli appuntamenti settimanali saltano oppure dovrebbero iniziare ma non iniziano o, ancora, quelle in cui non è stata fornita alcuna documentazione esplicativa.
“Dal 9 settembre che è partita la differenziata in via Garbini dove abitano i miei genitori – scrive Michela – hanno ritirato la spazzatura per sole due volte! Ebbene sì, devono continuamente chiamare per sollecitare i ritiri che comunque non vengono effettuati! Si riprendono in casa il tutto nella speranza che il giorno successivo vada meglio”.
Per chi abita nei condomini il problema è ancora peggiore. “La gente litiga nei condomini per tenersi l’immondizia dentro casa perché non vuole vederla fuori – dice Franco -. Non c’entra nei sacchi, sarà il caso di passare più spesso?”.
E i raccoglitori, spesso anche molto pesanti, devono essere trasportati in continuazione. “In strada Teverina prima avevo il mio bel secchio fuori al cancello – dice Daniele – e la differenziata la facevo negli appositi contenitori. Ora leva e metti i contenitori e portateli a casa (300 metri) ogni giorno mattina e sera con neve pioggia o sole, è inaudito! Essendo solo due famiglie sarebbe molto più intelligente avere tre contenitori fissi grandi fuori al cancello. Non mi sembra di chiedere molto”.
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