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Mangiare sano - I consigli della nutrizionista Linda Ursino - Si stima che un adulto su quattro ne sia affetto, spesso senza saperlo - Cos’è e le strategie per contrastarlo

Fegato grasso non alcolico, il suo legame con il metabolismo

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Viterbo – Quante volte hai sentito parlare di “fegato grasso”? Per molto tempo la medicina ha usato il termine NAFLD (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease), cioè “fegato grasso non alcolico”. Oggi, però, si preferisce parlare di MAFLD – Metabolic Associated Fatty Liver Disease.

MAFLD: il nuovo nome del "fegato grasso"

MAFLD: il nuovo nome del “fegato grasso”


Un cambio di nome che non è solo formale, ma che ci racconta molto meglio la natura di questa condizione: il fegato grasso non è un problema a sé stante, bensì il riflesso di uno squilibrio metabolico più ampio.

Perché il nome è cambiato

La ricerca scientifica ha dimostrato che la steatosi epatica non si sviluppa soltanto “in assenza di alcol”, ma soprattutto in presenza di alterazioni metaboliche come insulino-resistenza, diabete di tipo 2, dislipidemie e obesità addominale.
Il nuovo termine MAFLD mette quindi al centro il vero responsabile: il metabolismo.

Una condizione molto diffusa

Si stima che circa un adulto su quattro sia affetto da MAFLD, spesso senza saperlo.
È una malattia “silenziosa”, perché nelle prime fasi non dà sintomi evidenti. Spesso viene scoperta casualmente tramite ecografia o valori alterati nelle analisi del sangue (transaminasi, gamma-GT, trigliceridi).
Eppure, se non affrontata, può evolvere in fibrosi epatica, cirrosi e aumentare notevolmente il rischio cardiovascolare.

Quali sono i fattori di rischio?

– Eccesso di carboidrati semplici e raffinati, come pane bianco, dolci, snack e bevande zuccherate.

Accumulo di grasso viscerale, tipico del sovrappeso addominale.

Sedentarietà, che riduce la sensibilità insulinica e rallenta il metabolismo.

Insulino-resistenza e diabete di tipo 2, spesso associati a scelte alimentari sbilanciate.

Menopausa, fase in cui la riduzione degli estrogeni aumenta il rischio di alterazioni metaboliche.

Perché è legata all’insulino-resistenza

Il fegato è uno degli organi chiave nella regolazione della glicemia.
Quando c’è insulino-resistenza, l’insulina non riesce a svolgere bene la sua funzione, e

questo porta il fegato a trasformare in grasso l’eccesso di zuccheri presenti nel sangue.
Il risultato è un accumulo progressivo di trigliceridi all’interno delle cellule epatiche, che danneggia la funzionalità del fegato.

Cosa possiamo fare nella vita di tutti i giorni

La buona notizia è che la MAFLD non è irreversibile. Con lo stile di vita corretto, il fegato può tornare a una condizione di salute. Ecco alcune strategie validate:

Ridurre i carboidrati, soprattutto quelli raffinati
Limitare pane bianco, riso brillato, dolci e bibite zuccherate è fondamentale per controllare i picchi glicemici e l’accumulo di grasso nel fegato.

Privilegiare proteine e grassi buoni
Pesce, uova, legumi, semi, frutta secca e olio extravergine aiutano a mantenere stabile la glicemia e a preservare la massa muscolare.

Attività fisica quotidiana
È il vero “farmaco” per il fegato e il metabolismo. Camminata veloce, allenamento di forza o attività aerobica: muoversi ogni giorno migliora la sensibilità insulinica e favorisce il consumo dei grassi accumulati.

Mantenere un peso adeguato
Anche una riduzione del 5-7% del peso corporeo porta benefici significativi sul fegato.

– Limitare l’alcol
Anche piccole quantità possono sovraccaricare un fegato già in difficoltà.

Conclusione

La MAFLD non è un destino già scritto. È un campanello d’allarme che ci invita a prenderci cura del nostro metabolismo e delle nostre abitudini quotidiane.
Con una dieta più bilanciata nei carboidrati, ricca di alimenti sazianti e nutrienti, e con un’attività fisica costante, il fegato può ritrovare la sua funzionalità e proteggere la nostra salute a lungo termine.

Prendersi cura del fegato significa prendersi cura dell’intero organismo, perché il metabolismo è il cuore del nostro benessere.

Dott.ssa Linda Ursino
Biologa Nutrizionista


Tel. 3357852707

INSTAGRAM linda_ursino_nutrizione

Email: lindaursino@gmail.com


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22 settembre, 2025

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