Fabrica di Roma – (sil.co.) – Ex badante accusa anziano zoppo di stalking: “Ha scavalcato il muro, scappando a gambe levate”. Ma non si saprà mai se il presunto nonno stalker sia colpevole.
A distanza di sei anni dal rinvio a giudizio dell’11 luglio 2019, è destinato a chiudersi in prescrizione il processo a un ultraottantenne di Fabrica di Roma imputato di stalking perché – nonostante la ragguardevole età e la zoppia – avrebbe scavalcato il muro di recinzione di casa della badante.
Parte civile l’ex badante d’origine romena del figlio disabile dell’ultraottantenne, con la quale l’anziano sostiene di avere avuto una relazione, sempre negata dalla donna, nonostante un conto corrente cointestato.
Imputato un pensionato oggi 89enne di Fabrica di Roma, difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, che secondo l’accusa in una occasione avrebbe scavalcato “repentinamente” il muretto sotto casa dell’ex badante, per poi scappare a gambe levate, anche se già all’epoca dei fatti camminava col bastone.
“Stai attenta a come cammini, ti distruggo, sei una puttana, se non riesco a farti del male io, ci saranno altri per me che te ne faranno, ti rovinerò, farai schifo a tutto il paese”, le avrebbe detto l’anziano tra il mese di settembre 2017 e febbraio 2018, quando è scattata la denuncia.
La difesa, in sede di udienza preliminare, per dimostrare i rapporti “extralavorativi” della coppia, ha depositato gli estremi del conto corrente cointestato, dal quale sarebbero stati prelevati 15mila euro per l’acquisto di una casa.
L’avvocato Picchiarelli ha anche chiesto l’acquisizione dei certificati medici attestanti le precarie condizioni di salute del pensionato, secondo la difesa incompatibili con le condotte contestate.
Ma, come detto, finirà senza colpevoli, né innocenti. Mercoledì il processo è stato rinviato a dicembre, ma solo per formalizzare il non luogo a procedere per estinzione del reato, in seguito alla prescrizione che interverrà a fine novembre.
– Nonno stalker, avrebbe scavalcato il muretto sotto casa dell’ex badante
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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