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Tribunale - Trentenne imputato di maltrattamenti aggravati in famiglia - Avrebbe minacciato la ex moglie fin da quando lei aveva 17 anni

“Dopo che ti avrò uccisa, metterò i tuoi pezzi in una busta e li butterò un po’ alla volta…”

di Silvana Cortignani
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Dominga Martines

Dominga Martines

Viterbo – È finita male la relazione tra un trentenne e una 28enne originari della Georgia, residenti in un centro dei Cimini. Tra febbraio e aprile di quest’anno, la donna, già vittima di ogni tipo di vessazione fisica e psicologica, sarebbe stata minacciata di morte per ben due volte davanti al figlioletto minore della coppia. 

Le frasi per cui il trentenne è finito davanti al collegio per maltrattamenti aggravati in famiglia col giudizio immediato sono due in particolare: “Ti uccido, ti taglio la gola, finché chiamo i carabinieri sei morta. Dopo che ti avrò ucciso, metterò i tuoi pezzi in una busta e giornalmente li getto” e “Tempo domani, ti uccido”.

Frase quest’ultima pronunciata lo scorso 18 aprile, cui ha fatto seguito un pestaggio a calci e pugni, puntando infine un coltello alla gola della moglie, che due giorni dopo ha formalizzato la querela presso la locale stazione dei carabinieri. In pochi giorni per il trentenne è scattata la misura cautelare disposta dalla pm Aurora Mariotti. 

Nessuno dei due parla italiano, per cui il processo sarà celebrato con l’ausilio di una interprete. La vittima, parte civile con l’avvocato Dominga Martines, sarà sentita in tribunale la prossima primavera. Nel frattempo, nel corso delle indagini, è emerso che i maltrattamenti sarebbero cominciati addirittura nel 2014, quando la donna aveva appena 17 anni e l’imputato soltanto 19.

Tra le carte della pm Mariotti, che ha coordinato i carabinieri della compagnia di Civita Castellana, anche un fascicolo fotografico nonché i referti del pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Chiuse le indagini nell’arco di un mese dalle ultime preoccupanti minacce, il gip Fiorella Scarpato ha accolto la richiesta di giudizio immediato del pubblico ministero. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 ottobre, 2025

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