Acquapendente – È stato condannato a tre anni e quattro mesi da scontare in carcere il rappresentante di aspirapolveri 48enne di Soriano nel Cimino accusato di violenza sessuale da una 32enne che era ancora minorenne, il 4 agosto 2010, quando l’imputato le mise le mani addosso.
Carabinieri – foto di repertorio
Da allora sono passati quindici anni perché, dopo la denuncia, il rappresentante, all’epoca 33enne, si volatilizzò in Spagna, per cui il processo è entrato nel vivo solo lo scorso mese di settembre, quando per la prima volta la vittima, all’epoca diciassettenne, è stata sentita in tribunale.
“Sono tornato in Italia nel 2018 e solo allora ho saputo che ero ricercato, non ero scappato all’estero… comunque lei era consenziente”, ha insistito a dire durante l’interrogatorio da parte della pm Aurora Mariotti e del difensore Daniele Nobili.
“Due giorni prima avevo fatto la dimostrazione in negozio e si era creato un bel clima. Nel tardo pomeriggio del 4 agosto sono tornato per sapere se la madre era interessata all’acquisto e, trovando la figlia da sola, le ho fatto dei complimenti che ha mostrato di gradire. Le ho detto cose tipo ‘sei bellissima’, poi ci sono stati un paio di ‘avvicinamenti’, nel senso che l’ho baciata due volte sulla bocca mentre lei ricambiava”, ha proseguito.
“Sarò rimasto nel negozio una ventina di minuti, durante i quali non mi ha né respinto, né cacciato. Sono stato io ad andarmene perché il negozio aveva le vetrate e mi sentivo a disagio. Pensavo che avesse 22-23 anni, non sapevo che fosse una minorenne. Comunque era consenziente, conosco le donne, se fosse stata fredda a distaccata lo avrei capito, non mi piace se la donna non partecipa. E lei ha ricambiato i due baci sulla bocca”, ha ribadito, imperterrito.
Nessun dubbio che il rappresentante con la scusa degli aspirapolvere abbia tentato un approccio sessuale per la pm Mariotti che, spiegando ai giudici la gravità dell’episodio ha sottolineato la minore età della vittima nonché la configurazione del reato di tentata violenza sessuale in tutta la sua entità, senza il riconoscimento della lieve entità.
Gli ha solo concesso le attenuanti generiche, chiedendo la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione poi inflitta dal collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, a latere Giovanna Camillo e Jacopo Rocchi, i quali hanno disposto anche la revoca della sospensione condizionale della pena che gli era stata concessa in passato.
L’imputato, per la cronaca, non era presente alla lettura del dispositivo della sentenza, essendosi allontanato dopo l’interrogatorio e prima della discussione.
Silvana Cortignani
– Vittima di violenza sessuale testimonia dopo 15 anni…
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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