Civita Castellana – Rapporto sessuale troppo focoso, donna denuncia l’amante. L’uomo aveva all’epoca 65 anni e lei ne aveva 51. Stavano facendo l’amore, quando lui le ha procurato una frattura al torace. Lei lo ha querelato, ma dopo sei anni si è scoperto che il fatto non costituisce reato. Nessun risarcimento alla “vittima”.
Violenza – immagine di repertorio
Troppo focoso perché, secondo l’accusa, un ex portiere di calcio oggi 71enne, dai trascorsi illustri, originario della provincia di Terni, durante un rapporto sessuale avrebbe provocato alla sua amante la frattura dello sterno. Per questo è finito a processo davanti al giudice Daniela Rispoli del tribunale di Viterbo con l’accusa di lesioni personali.
I fatti, avvenuti a Civita Castellana, risalgono al 20 maggio 2019. Presunta vittima una donna oggi 57enne originaria dell’Alta Tuscia, finita suo malgrado al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni, i cui sanitari le hanno diagnosticato la frattura 1/3 distale dello sterno, con una prognosi di30 giorni.
In seguito all'”incidente” la donna ha sporto querela contro il settantenne, indagato dal pubblico ministero Paola Conti della procura della repubblica di Viterbo, che a fine 2021 ne ha disposto la citazione diretta a giudizio per il reato di lesioni personali,
Il processo, partito nel 2022 e passato da più magistrati, si è concluso ieri con l’assoluzione dell’imputato, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, nonostante l’accusa avesse chiesto una condanna a sei mesi.
L’imputato non ha negato il rapporto sessuale con la parte offesa, costituita parte civile con l’avvocato Giampiero Biscaroni, ma il difensore Giuliano Migliorati ha sottolineato come non ci fossero dubbi che la donna fosse consenziente.
Il settantenne, dal canto suo, non avrebbe avuto alcuna intenzione di usarle violenza, ma si sarebbe lasciato trasportare dall’eccitazione del momento, rendendosi conto solo a cose fatte del danno.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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