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Tribunale - La ex moglie lo accusa di aggressioni e continui episodi di violenza domestica

Maltrattamenti in famiglia, a processo camionista

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Viterbo – (sil.co.) – Al via ieri l’ennesimo processo per un presunti maltrattamenti in famiglia a carico di un camionista d’origine romena, sposato all’epoca dei fatti con una connazionale con due lauree, costretta però a lasciare il lavoro per motivi di salute e per seguire il figlio autistico della coppia. 


Tribunale - Carabinieri

Tribunale – Carabinieri


L’imputato è stato denunciato il 22 gennaio 2023 dalla ex moglie, la cui unica risorsa economica per un periodo sarebbe stata l’indennità di accompagnamento del bambino. “Quando lavoravo, ero io a pagare tutte le spese”, ha sottolineato la donna.

“Prima del matrimonio, avvenuto nel 2014 quando ero già incinta, lui era già venuto a vivere da me, gli ho dato l’auto, gli ho trovato un lavoro, ma lui beveva e credo giocasse. Fatto sta che non si sapeva dove finissero i suoi soldi. Più volte mi ha aggredito e non l’ho mai denunciato per nostro figlio, fino all’episodio del 21 gennaio 2023, quando gli ho detto di pagare il basket e lui mi ha picchiata. Il giorno dopo sono andata al pronto soccorso e l’ho denunciato”, ha riferito la donna al giudice Jacopo Rocchi. 

Nel corso del lungo interrogatorio, la parte offesa ha riferito gli innumerevoli episodi per cui l’ex marito è finito a processo per maltrattamenti. L’uomo, difeso dall’avvocato Fabio Coluccio del foro di Roma, potrà fornire la sua versione alla prossima udienza del processo, che riprenderà in primavera.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 novembre, 2025

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