Civita Castellana – (sil.co.) – Perseguita un carabiniere al punto da costringerlo a chiedere il trasferimento presso un altro comando, finisce a processo per stalking.
Carabinieri
I fatti sarebbero avvenuti tra il 17 marzo 2015 e il 5 marzo 2018. Il militare, all’epoca, prestava servizio presso la stazione dei carabinieri di un comune del comprensorio di Civita Castellana.
Nei guai sono finiti in tre, tutti della zona, ovvero un 59enne considerato lo stalker principale e i due presunti “complici”degli atti persecutori, ovvero un 57enne e un 65enne. Sono difesi dagli avvocati Fausto Barili e Mario Orsini, mentre la vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Walter Pella.
Ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi sono comparsi tre testimoni, uni dei quali ha riferito di avere visto un filmato incriminante. “Si vede il 59enne che inveisce contro il carabiniere che lo ha fermato davanti a un supermercato, rifiutando di dargli i documenti dell’auto su cui stava viaggiando, che sarebbe stata senza revisione. Si vede l’imputato che inveisce e lo minaccia”, ha spiegato.
Il 59enne, oltre a distinguersi nelle minacce alla persona offesa, avrebbe anche fatto di tutto per metterlo in cattiva luce coi superiori, sporgendo anche diverse querele che sono state archiviate, ma che avrebbero potuto nuocergli alla carriera. Tanto che è tuttora in corso una causa in sede civile, intentata dal carabiniere per il risarcimento dei danni derivati dalle calunnie.
Il processo riprenderà la prossima primavera.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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