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Tribunale - Assolta politica campana cinquantenne - Presunta vittima un artista che vive nelle campagne della Tuscia

Dice di essere incinta all’ex che non ci crede, finisce a processo per stalking

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Viterbo – (sil.co.) – Un caso più unico che raro in tribunale, dove ieri una donna è stata processata per stalking. Imputata una politica. Presunta vittima un artista. 


Violenza di genere - foto di repertorio

L’imputata sarebbe stata disperata per la fine della storia – foto di repertorio


Consigliera comunale in un piccolo centro della Campania, la donna si è ritrovata imputata di stalking a Viterbo dopo essersi perdutamente innamorata di un artista. Presunta vittima un pittore sessantenne, originario della Germania ma residente in uno dei caratteristici borghi immersi nel verde delle campagne della Tuscia. Secondo l’accusa, la donna, per farlo restare con lei, avrebbe simulato una gravidanza inesistente, minacciato il suicidio e cercato in tutti i modi di mettersi in contato con l’ex tramite social.

Nei guai una donna oggi 54enne, accusata dall’ex di averlo perseguitato dopo la fine della relazione, tra il 2017 e il 2019, inventando una finta gravidanza, minacciando il suicidio, piombandogli in casa a sorpresa e tormentandolo sui social dove si sarebbe anche sostituita a lui per chattare coi suoi amici. 

La storia, durata un anno, sarebbe giunta al capolinea a luglio 2017. “Ci eravamo conosciuti nel 2016 su una piattaforma social per appassionati di trekking, poi ci siamo incontrati e abbiamo cominciato a frequentarci. Lui, anche se esponeva le sue opere pure in una galleria di Trastevere,  era spesso squattrinato, ma stavamo bene insieme. Il primo luglio 2017 abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario, ma poi sono iniziate le liti e quando a fine mese ho scoperto di essere incinta ha smesso di rispondermi. Io invece ero felice, anche se avevo già 46 anni”, ha spiegato l’imputata durante il lungo interrogatorio cui si è sottoposta prima della sentenza.

“L’autunno successivo ho perso il bambino”, ha riferito ieri l’imputata al giudice Jacopo Rocchi, spiegando che si è trattato di un aborto spontaneo avvenuto in casa. Ma secondo l’accusa a dicembre avrebbe postato sui social foto di una donna incinta senza volto lasciando intendere all’artista di essere lei. L’ex, che si è costituito parte civile con l’avvocato Simone Bernini, sarebbe così andato a trovarla un’ultima volta, in Campania, dopo di che non si sarebbero mai più rivisti. Per l’accusa non c’era mai stata una gravidanza. 

A fine luglio 2017, la 54enne, oltre dirgli di essere incinta, avrebbe anche minacciato l’ex di togliersi la vita.  “Uno stillicidio durato per anni”, ha sottolineato l’accusa, chiedendo una condanna a un anno di reclusione per stalking. Lei nel corso dell’interrogatorio ha negato tutto. La difesa ha puntato sull’assenza di prove di atti persecutori, “men che meno via social o mail”. Il giudice dopo una breve camera di consiglio ha assolto l’imputata. 

“Si capisce il perché della telefonata del 26 luglio in cui minacciava di suicidarsi al suo rifiuto di sentire parlare della gravidanza, che era vera, anche se poi ha perso il bambino in maniera naturale, con un aborto come capita a tante donne. E si capisce anche perché il successivo 8 ottobre sia venuta a cercarlo a Viterbo, facendosi accompagnare da un’amica”, ha detto l’avvocato Pasquale Monaco di Santa Maria Capua Vetere. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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11 dicembre, 2025

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