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Tar del Lazio - Annullati gli ammonimenti del questore del 2015, un viterbese spera nella revoca del divieto

Armi vietate, dopo dieci anni le rivuole: “La prefettura risponda entro 30 giorni”

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Viterbo – (sil.co.) – Detenzione di armi, accolto dal Tar del Lazio il ricorso di un viterbese che lo scorso 14 agosto aveva presentato istanza di riesame del provvedimento di revoca da parte della prefettura senza ricevere risposta. Non è detto che sarà quella sperata dal cittadino, ma i giudici amministrativi hanno stabilito che una risposta deve esserci. Entro un mese. 


Viterbo - Il palazzo della Prefettura

Viterbo – Il palazzo della Prefettura


“Il ricorso – si legge nella sentenza pubblicata il 23 dicembre – va accolto con conseguente ordine alla prefettura di adottare un provvedimento espresso entro 30 giorni dalla comunicazione, in via amministrativa, della presente sentenza ovvero dalla notifica, se antecedente”.

Il provvedimento di revoca risale a oltre dieci anni fa. Fu adottato dalla prefettura l’8 ottobre 2015 in ragione della presenza di due ammonimenti a carico del viterbese. Già nel 2022, lo stesso cittadino aveva chiesto la revoca del divieto, rigettata tuttavia dalla prefettura di Viterbo a maggio del 2023, diniego impugnato, la cui domanda cautelare è stata a sua volta respinta dal Tar nel corso dello stesso anno. 

Nel frattempo i due ammonimenti che avevano portato all’adozione del divieto di detenzione armi in data 8 ottobre 2015 sono stati però annullati, l’ultimo con sentenza di giugno 2025 con conseguente revoca dell’ammonimento da parte della questura di Viterbo, con provvedimento del 7 agosto 2025, da cui l’istanza del 14 agosto 2025.

“Non sussiste alcun obbligo per l’amministrazione di pronunciarsi su un’istanza volta a ottenere un provvedimento in via di autotutela – spiegano i giudici amministrativi nella sentenza – l’amministrazione è però obbligata a pronunciarsi sull’istanza di revoca di un divieto di detenzione delle armi, non potendo tale divieto avere un’efficacia sine die, ovvero anche oltre il venir meno della situazione di pericolosità”.

 

 


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24 gennaio, 2026

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